Published On: Gio, Set 25th, 2025

Stati ed exclave – Un esempio di cruda attualità

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Un exclave è un’entità territoriale completamente separata dall’entità politica principale. L’exclave costituisce un’entità minoritaria ma fa parte a tutti gli effetti dello Stato a cui si riferisce. Le exclave più note sono certamente Kaliningrad e l’Alaska.

L’esempio più vicino a noi, davvero bizzarro, è Campione d’Italia.

Anche il Naxçıvan è un exclave piuttosto esteso dell’Azerbaigian, rispetto al quale si trova a sudovest, come si vede dall’illustrazione.

Un’exclave tristemente nota in questi mesi è senz’altro Gaza, una popolosa porzione di territorio costiero, unico sbocco sul mare dell’Autorità Palestinese, che ha la superficie del lago di Garda ed una popolazione di oltre due milioni di abitanti. Le persecuzioni, le migrazioni forzate e le azioni militari portate avanti da Israele a più riprese quantomeno negli ultimi 20 anni hanno sicuramente avuto conseguenze sulla demografia locale, ma la Gaza Strip rimane un territorio molto densamente popolato. Essendo un exclave fu concepito come dotato di ampie autonomie e di fatto, per molti versi, è sotto il controllo politico di Hamas e questo aspetto costituisce un elemento giustificativo da parte di Israele per le azioni assolutamente parossistiche che sono intraprese in questi mesi.

L’atteggiamento più clemente rispetto alla Cisgiordania, la parte principale del territorio dell’Autorità Palestinese, è dovuto al fatto che una gran parte del territorio della Cisgiordania è controllato di fatto in modo stretto e completo da Israele (la cosiddetta area C), e l’Autorità Palestinese del presidente Abu Mazen ha probabilmente maggior presa sulla gestione del territorio rimanente.

La Palestina è già un’autorità nazionale riconosciuta dall’ONU, ma non è uno Stato indipendente. Se la nostra Primo Ministro si chiede quale sia il significato del riconoscimento di uno Stato con dei fondamentali così deboli ed effimeri, la stessa domanda potrebbe essere posta per Stati indipendenti come Yemen, Somalia. Provocatoriamente si potrebbe anche citare la Bielorussia..

Il riconoscimento della Palestina, pertanto, è un atto politico forte che, se la Germania non si sente di portare avanti per motivi che sono facilmente immaginabili, se gli Stati Uniti ed il Regno Unito, indissolubili nella loro politica internazionale, si guardano ben dal ipotizzare, l’Europa tutta potrebbe invece portare a termine con una “single voice” ad auspicio di una ritrovata umanità in exclave che oggi suona più che altro come un non-luogo, dove strade e persone non hanno più nome.

About the Author

- ingegnere per l’ambiente ed il territorio, laureato a Trento, si è sempre occupato di progettazione idroelettrica, mercato dell’energia, idraulica ed ambiente. Ha numerose esperienze lavorative internazionali (Brasile, Africa centrale, Australia) ed una passione per la geografia e la cultura classica. Questa passione lo ha portato a laurearsi in geografia nel 2020 con una tesi sugli itinerari culturali. Velleità da periegeta e da geografo naïve non lo distolgono dal grande obiettivo di sensibilizzare le persone rispetto al tema dell’energia, della sua produzione, del risparmio ed in un’ultima analisi della strategica importanza che questa commodity riveste. Il progetto GeoMagazine lo ha convinto sin dall’inizio e, oltre che alla produzione di articoli tra scienza e contaminazioni umanistiche, a rivestire il ruolo di editore di questa pagina di comunicazione scientifica ed ambientale, con l’obiettivo di renderla un canale di informazione imparziale ed obiettivo, lontano da semplificazioni, sottintesi e qualunquismo. Un canale che si rivolge ad un pubblico variegato in termini di età e formazione, ma che si pone una regola ferrea: analizzare i problemi, suffragarli, e spiegarli in modo semplice. Lo story telling che si può invece scorgere negli articoli più leggeri vuole essere una posa di positivismo ed un’ispirazione verso mondi inesplorati, fuori e dentro di noi.