L’intaglio dei pastori a Cogne: memoria viva nel legno
A Cogne, dove i pascoli si alternano ai boschi e le miniere raccontano secoli di fatica collettiva, sopravvive una tradizione che intreccia vita quotidiana e arte: l’intaglio dei pastori. Oggetti semplici, ricavati dal legno, diventano segni di identità e strumenti di memoria. Oggi la Collezione Brocherel — una delle raccolte più preziose del patrimonio etnografico valdostano — ci restituisce il filo di questa storia, permettendoci di leggere nelle venature del legno la cultura profonda di una comunità alpina.
L’arte di trasformare l’utile in simbolo
Gli abitanti di Cogne, come molte comunità alpine, lavoravano il legno per necessità: mestoli, cucchiai, ciotole, campanacci, giocattoli. Ma il gesto non si fermava alla funzionalità: il coltello seguiva forme decorative, fiori stilizzati, figure religiose o pastorali.
Il pastore, in particolare, diventa soggetto privilegiato: emblema della vita di transumanza, della cura degli animali e del ritmo delle stagioni. Ogni intaglio è una microstoria: un piccolo racconto inciso nella fibra viva del legno.
La Collezione Brocherel: archivio della vita alpina
Raccolta a partire dall’Ottocento, la Collezione Brocherel custodisce centinaia di oggetti della cultura materiale valdostana: strumenti di lavoro, utensili domestici, manufatti artigianali.
Per Cogne, la collezione è una testimonianza insostituibile: vi compaiono mestoli decorati, cofanetti, figure lignee e oggetti d’uso quotidiano intagliati con motivi pastorali. Ogni pezzo documenta la capacità degli artigiani di trasformare l’essenziale in linguaggio simbolico, dando al legno un valore estetico e comunitario.
Intaglio e vita comunitaria a Cogne
A differenza di altre vallate, Cogne sviluppa un legame forte fra l’intaglio e la vita collettiva.
Le miniere di magnetite, al centro della vita economica ottocentesca, richiedevano strumenti di lavoro che spesso venivano personalizzati con segni incisi.
La transumanza e la devétéya (la discesa autunnale del bestiame dagli alpeggi) erano celebrate anche attraverso piccoli manufatti lignei, campanacci decorati o statuette pastorali.
Le cappelle rurali di Lillaz e di Epinel custodivano ex-voto lignei, spesso figure intagliate di santi e pastori, a testimonianza della fede popolare intrecciata al lavoro.
L’intaglio come linguaggio di identità
In una comunità alpina, l’arte non è mai disgiunta dalla vita. Intagliare significava marcare la propria identità familiare, lasciare una traccia del proprio passaggio, trasmettere simboli condivisi.
A Cogne, i motivi più ricorrenti sono: croci e simboli religiosi, rosoni e motivi geometrici, figure di pastori con greggi, animali alpini (stambecchi, mucche, pecore). Questa simbologia riflette un orizzonte culturale in cui la ruralità non è povertà, ma radice comune: il legno diventa voce della comunità.
Dal passato al futuro: come valorizzare l’intaglio
Oggi la sfida è duplice: conservare e trasmettere. La Collezione Brocherel offre una base scientifica, ma serve un lavoro sul campo: censire gli oggetti ancora custoditi nelle case di Cogne, raccogliere testimonianze orali degli anziani che ricordano gli intagliatori locali, attivare laboratori per bambini e giovani, perché possano scoprire l’intaglio come pratica identitaria, collegare il racconto dell’intaglio con altri simboli forti di Cogne, come il pizzo al tombolo e la Maison Grappein, creando percorsi integrati di turismo culturale.
Conclusione
L’intaglio dei pastori a Cogne non è solo tradizione artigiana: è un archivio vivente di gesti, simboli e valori. La Collezione Brocherel ce lo restituisce con chiarezza, ma la responsabilità di mantenerlo vivo appartiene alla comunità. Perché ogni intaglio racconta chi siamo, e senza questa memoria il legno rischierebbe di diventare silenzioso. Cogne, al contrario, può farlo risuonare ancora.
Mattia Abram












