Le capitali che cambiano: perchè la sede di una capitale viene trasferita? Il continente asiatico
Forse non ci si fa caso, in quanto è fenomeno abbastanza circostanziato, ma alcuni Stati del Mondo hanno modificato la sede della loro città capitale. È un fenomeno, quella del cambio di capitale, che in Europa ha avuto luogo nei secoli scorsi per diversi motivi. Un articolo (www.geomagazine.it/2020/05/02/i-destini-delle-altre-capitali-ditalia/) proprio di GeoMagazine.it ricordava le “altre” capitali d’Italia, che si sono succedute dall’Unità del 1861 al 1870, con un curioso intermezzo durante la seconda guerra mondiale, mentre la modifica più recente, nel Vecchio Continente, è rappresentata dal cambio di capitale della Repubblica Federale di Germania da Bonn a Berlino, dopo l’unificazione della Germania. Nello stesso decennio nascevano, in Europa, nuove capitali frutto della divisione di Stati che gravitavano attorno al blocco sovietico.
Il trasferimento della capitale è, negli anni più recenti, un fenomeno che si verifica per lo più in Stati in via di sviluppo, in Asia, Africa o America, con motivazioni legate a motivi organizzativi, forse a malcelato campanilismo, o questioni più o meno pratiche.
Questo contributo si concentra sul continente asiatico, dove ad esempio lo Sri Lanka ha visto progressivamente spostarsi la sede della capitale dalla città di Colombo alla vicina ed impronunciabile Sri Jayawardenapura Kotte, un borgo a pochi chilometri da Colombo, che vide l’inaugurazione della sede parlamentare in una particolarissima “location”, su un’isola artificiale nel lago di Diyawanna nel 1982. La capitale storica, culturale ed economica era, e probabilmente rimane, Colombo che è stata la capitale governativa fino a quella data e mantiene diverse ambasciate sul proprio territorio comunale, mentre Kotte (così chiamata anche per brevità dai cingalesi) sembra essere quasi una sede “tecnica” delle attività governative.

Foto da: Google Earth images; il Parlamento dello Sri Lanka
Un fenomeno simile si è verificato in Malaysia, dove la capitale Kuala Lumpur ha visto trasferirsi una serie di uffici amministrativi e governativi nella vicina Putrajaya, costruita ancora su un lago, questa volta artificiale. La capitale della Malaysia rimane KL, in quanto sede del parlamento e del potere giudiziario.
Nelle Filippine l’area della capitale fu oggetto di un fenomeno di conurbazione: la capitale, Quezon city, fu spostata nel 1976 a Manila ma entrò di fatto a far parte della stessa area urbana della grande città filippina, che oggi ha un’area metropolitana composta da diversi distretti amministrativi e che conta oltre 12 milioni di abitanti.
I tre esempi portati sono dunque legati a fenomeni di suburbanizzazione e di organizzazione dell’apparato governativo in aree accessibili prossime alle metropoli, che rimangono di fatto o de iure capitali dello Stato.
Lo spostamento della capitale della Birmania da Yangon a Naypyidaw è invece più recente e risale al 2005 dopo che un progetto sulla carta voleva costituire una nuova capitale dall’unione di più centri abitati di piccole dimensioni. Nacque così la nuova capitale con posizione più centrale nel Paese, probabilmente più facile da difendere sia da attacchi esogeni (non sorge sul mare) sia da rivolte endogene. Il nome della nuova città significa “città dei re”, e pare anche continuare la tradizione precoloniale dei re birmani che spostavano la sede governativa anche sulla base di consigli degli indovini, quindi sostanzialmente con criteri superstiziosi (si veda a tal proposito anche: http://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/4848408.stm). In questo caso dunque si è di fronte ad uno spostamento sostanziale nello spazio, frutto di una serie di considerazioni geografiche.
Una pianificazione simile è stata fatta negli ultimi anni in Indonesia dove durante la presidenza di Joko Widodo è stata avviata la pianificazione della nuova capitale dell’Indonesia. Questa città, ancora una volta studiata a tavolino, sorgerà nel Kalimantan (ovvero nel Borneeo indonesiano) e si chiamerà Nusantara. All’origine dello spostamento è la volontà di scardinare una logica di sviluppo a due velocità, nel grande stato insulare, di Giava, rispetto alle altre isole. Troppo risulta, infatti, il vantaggio dell’isola che ospita la capitale Giacarta, mentre la metropoli con quasi 12 milioni di abitanti, ha enormi problemi di congestione e sovraffollamento.
In Asia ci sono poi altre curiosità, come quella già raccontata del Bhutan (nell’articolo www.geomagazine.it/2025/10/08/le-capitali-del-mondo/) con le sue capitali “stagionali” o quella del Kazakistan, che cambiò non tanto la sede della capitale, quanto il nome della capitale da Astana a Nur Sultan (2019). Questa decisione, che voleva onorare un presidente dimissionario, non resse alle grandi proteste di piazza e la città vide ripristinato il proprio nome nel 2022.
Siete curiosi di saperne di più anche sugli altri continenti? Seguite i prossimi articoli di GeoMagazine.it: vi racconteremo di Nigeria, Burundi, Costa d’Avorio, Belize, Brasile e di alcuni Stati dell’Oceania.












