Published On: Lun, Nov 24th, 2025

I treni di Tozeur e la Fata Morgana

Nei villaggi di frontiera guardano passare i treni, le strade deserte di Tozeur“. Da bambino queste parole mi affascinavano in modo difficile da descrivere. Durante un’estate da studente mi recai in Tunisia per supportare degli scavi archeologici (https://tunisia-travel-guide.com/it/sito-archeologico-dougga/) e cercai di orientarmi in quel Paese per capire dove fosse Tozeur e se avessi potuto raggiungerla facilmente.

Tozeur è una cittadina nell’interno della Tunisia, non lontano dal confine con l’Algeria; sorge vicino ad un’oasi nel Sahara. Questo centro abitato di frontiera è, in effetti, stazione di capolinea della ferrovia a scartamento ridotto che collega le città della costa proprio con Tozeur. Una piccola stazione, un centro abitato circondato da un lago salato, ormai una depressione, che rappresenta una sorta di nowhere land nel mare di sabbia del Nord Africa.

Mappa delle ferrovie tunisine, da Wikipedia

Ma perchè parlare, cantare dei treni di Tozeur? “Doch wir wollen dir ihn zeigen! Und du wirst (mit Staunen sehn)”, viene detto alla fine della canzone dalle coriste, citando il flauto magico di Mozart in un passo dove i tre fanciulli vogliono mostrare qualcosa o qualcuno a Pamina, disegnandolo e dandole stupore. Sono immagini forse distorte, certamente sorprendenti che tentano di risvegliare, in una mistica contemplazione, quello che Alice e Battiato definiscono il “ricordo di sè”. Un concetto che richiama in modo neoplatonico alle idee eterne, forse distorte o difficilmente distinguibili, ma pur sempre anelate nella riflessione interiore.

Alice e Battiato cantano i treni di Tozeur all’Euro Festival del 1984 (Da Youtube)

Perchè i treni di Tozeur non sono tanto i pochi convogli che arrivano alla piccola stazione tunisina, ma sono immagini distorte, carovane o veri e propri treni, che si vedono nel deserto per il fenomeno cosiddetto di Fata Morgana. Proprio a Tozeur, per effetto della presenza del lago salato, la stratificazione e la rifrazione delle masse d’aria surriscaldate in contesti particolari fanno vedere immagini distorte e volanti… “come un incantesimo“.

Fenomeno di Fata Morgana sullo Stretto di Messina (Fonte: Common Source)
Da Wikipedia: Stratificazione delle masse d’aria e rifrazione di immagini di oggetti all’orizzonte

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- ingegnere per l’ambiente ed il territorio, laureato a Trento, si è sempre occupato di progettazione idroelettrica, mercato dell’energia, idraulica ed ambiente. Ha numerose esperienze lavorative internazionali (Brasile, Africa centrale, Australia) ed una passione per la geografia e la cultura classica. Questa passione lo ha portato a laurearsi in geografia nel 2020 con una tesi sugli itinerari culturali. Velleità da periegeta e da geografo naïve non lo distolgono dal grande obiettivo di sensibilizzare le persone rispetto al tema dell’energia, della sua produzione, del risparmio ed in un’ultima analisi della strategica importanza che questa commodity riveste. Il progetto GeoMagazine lo ha convinto sin dall’inizio e, oltre che alla produzione di articoli tra scienza e contaminazioni umanistiche, a rivestire il ruolo di editore di questa pagina di comunicazione scientifica ed ambientale, con l’obiettivo di renderla un canale di informazione imparziale ed obiettivo, lontano da semplificazioni, sottintesi e qualunquismo. Un canale che si rivolge ad un pubblico variegato in termini di età e formazione, ma che si pone una regola ferrea: analizzare i problemi, suffragarli, e spiegarli in modo semplice. Lo story telling che si può invece scorgere negli articoli più leggeri vuole essere una posa di positivismo ed un’ispirazione verso mondi inesplorati, fuori e dentro di noi.