Published On: Sab, Nov 29th, 2025

Idrometria: dopo Crétaz non si lascia, ma si raddoppia

Gli appassionati di meteorologia e clima ai piedi del Gran Paradiso ricorderanno la storica stazione climatica di Crétaz. Questa stazione era fondamentale, non solo per registrare le temperature, ma soprattutto per misurare la portata del torrente Grand Eyvia, esattamente nel punto della sua nascita, alla confluenza dei torrenti Urtier e Valnontey.

Purtroppo, la stazione è stata irrimediabilmente spazzata via dalla grave alluvione del 2024 che ha colpito la Valnontey, riversando a valle metri cubi di acqua e fango e distruggendo tutto quello che trovava. L’evento ha distrutto l’infrastruttura e ha persino modificato la morfologia del luogo: il torrente Valnontey si è spostato leggermente verso sud, alterando la sezione di misura che era stata creata artificialmente.

In realtà, quella stazione era forse più celebre per registrare le minime termiche più fredde di Cogne. Mi ero occupato personalmente di studiare quest’area durante il mio anno di ricerca presso il Parco Nazionale Gran Paradiso. In quel punto, l’aria fredda incanalata dai corsi d’acqua si ristagna alle gole di Crétaz creando una vera e propria risacca dove si concentra, fenomeno particolarmente visibile in inverno con le inversioni termiche.

La misura della portata, per ora, non è più disponibile. La stazione originale era stata concepita principalmente per misurare la portata del Gran Eyvia ed era l’unica di misura nella Valle di Cogne. Misurare la portata di un corso d’acqua non è affatto semplice: non basta rilevare l’altezza del tirante idraulico (livello del fiume), ma è essenziale disporre di una sezione regolare. Per questo a Crétaz era stata creata un’opera in calcestruzzo e pietre per regolarizzare il flusso. Spesso, per la stessa ragione, le stazioni vengono installate anche sotto i ponti dove queste sezioni d’alveo sono già regolari.

In questi mesi mi sono confrontato con il Centro Funzionale della Regione Valle d’Aosta e, in particolare, con l’ing. Stevenin, con cui avevo collaborato ai tempi della mia tesi. Mentre in un primo momento si era paventata la soluzione di posizionare una stazione al Ponte di Laval, la scelta finale dei tecnici regionali è ricaduta sull’installazione di due nuovi siti di misura un pò più a monte.

Dunque, da una singola stazione, ora ne avremo due: una è stata posta sul torrente Valnontey e l’altra sull’Urtier e si chiamano rispettivamente: Cogne Prato Sant’Orso e Cogne Urtier. Sostanzialmente, la somma dei dati (al netto di qualche piccolo tributario) fornirà l’informazione che si misurava a Crétaz, ma in più avremo la possibilità di discernere ciò che accade nei due bacini idrografici.

Questo dettaglio è cruciale: durante l’alluvione di giugno 2024, il bacino del Valnontey è stato molto più impattato, mentre l’Urtier ha registrato poco più di una piena ordinaria.

In questo momento, le due stazioni sono già operative e registrano già i primi dati, ma si limitano all’altezza dell’acqua. Saranno necessari circa un paio d’anni di misurazioni per costruire la cosiddetta scala di deflusso, che correla l’altezza del tirante idrico (misurata da un sensore a infrarossi) con la portata in metri cubi al secondo.

Per arrivare alla portata, infatti, è necessario misurare la velocità. Come è noto, la velocità dell’acqua non è uniforme nella sezione di misura: è più lenta ai bordi (a causa dell’attrito con l’argine) e più veloce al centro. Queste variabili rendono molto complesso costruire una scala di deflusso accurata e richiedono un lungo periodo di calibrazione.

Avere già il dato sull’altezza del livello del corso d’acqua è comunque utile per avere una prima idea di ciò che sta accadendo, e in futuro si potrà risalire alla portata corrispondente. È fondamentale comprendere quanto siano complessi e importanti questi strumenti di misura, poiché i dati che rilevano sono essenziali anche per la prevenzione dei rischi idraulico-geologici.

Sarebbe bello poter installare in futuro un nuovo sensore termometrico a Crétaz, anche se per ora la Regione non lo ha in programma. Sebbene fornisse una misura molto locale, era un indicatore interessante delle inversioni termiche. In ogni caso, con l’aggiunta di queste nuove stazioni, Cogne, grazie anche alla vastità del suo territorio, si conferma come una delle località valdostane più monitorate climaticamente con ben 7 stazioni.

Clicca qui per accedere al portale delle Regione per il monitoraggio climatico in tempo reale.

Le due nuove stazioni. Screenshot del portale di monitoraggio della Regione Autonoma Valle d’Aosta

About the Author

- Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia. Per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche. * Contatti: giuseppe.cutano@geomagazine.it * * IG: @latitude_45