Mobilità, la stazione-museo: quando la Metro C svela la Storia
Finalmente, dopo 13 anni, è arrivato il grande giorno: il 16 dicembre 2025 è stata inaugurata la stazione Colosseo/Fori Imperiali della Metro C di Roma. Si completa così un altro lotto della terza metropolitana della Capitale. La nuova linea, lunga circa 21 km, parte dalla zona orientale per inoltrarsi nel centro storico. Dotata di 24 fermate, è la metro automatica più lunga d’Italia. “Automatica” perché non ha personale di bordo alla guida, ma viene gestita da una centrale di controllo con lo stesso sistema della prima metro automatica d’Italia, inaugurata nel 2006 a Torino.

Questa infrastruttura è fondamentale per Roma perché ridurrà drasticamente il traffico veicolare, soprattutto sull’asse est-centro storico. Finalmente le tre linee (A, B/B1 e C) sono collegate nel cuore della città, permettendo una mobilità molto più rapida rispetto ai mezzi di superficie. Come ben sappiamo, gli spostamenti su mezzi elettrificati riducono le emissioni di CO2 e l’inquinamento prodotto dai motori termici. Roma, sul tema della mobilità sostenibile, è stata a lungo in ritardo rispetto alle altre grandi capitali europee, ma è noto che scavare sotto la Città Eterna regala sempre grandi sorprese e sfide.

Fino ad ora, la tratta ha avuto un costo di 3,19 miliardi di euro e ha visto impegnate le più importanti aziende italiane di progettazione e costruzione. I cantieri nel centro storico sono stati estremamente complessi: immaginate cosa voglia dire scavare a ridosso del Colosseo o della Basilica di San Giovanni in Laterano. È stata una sfida ingegneristica senza precedenti. Il lavoro dei tecnici, però, non è finito: nel 2023 sono iniziati i lavori per la fermata successiva, quella di Piazza Venezia. Anche qui sorgerà una stazione-museo e gli scavi permetteranno nuovi approfondimenti archeologici. Tecnica e archeologia si sposano così per muovere le persone in modo sostenibile e raccontare la storia millenaria del nostro Paese.
I reperti recuperati sono notevoli. I ritrovamenti, negli scavi a circa 30 metri (1 palazzo di 10 piani) più significativi sono avvenuti nelle stazioni di Colosseo/Fori Imperiali e Porta Metronia. In quest’ultima è stata rinvenuta un’antica caserma di epoca romana che verrà presto esposta al pubblico. Come indicano i progettisti “Per gestire le complessità legate alla particolare natura archeologica e geologica del sottosuolo, sulla Linea C è stata adottata la tecnica del “top-down archeologico”. Questa metodologia consente di costruire solai intermedi durante l’avanzare progressivo dello scavo dall’alto verso il basso, garantendo stabilità strutturale e continuità nelle indagini archeologiche mentre si procede con la costruzione“. Nella fermata Colosseo, nodo di interscambio con la metro B, è stato realizzato un vero e proprio museo accessibile al costo di un semplice biglietto (1,50 €). I reperti sono esposti in teche moderne ed è affascinante notare come gli scavi abbiano intercettato antichi pozzi per l’emungimento dell’acqua, oggi ben visibili negli ampi spazi della stazione.

Si tratta di un unicum al mondo: nei primi giorni dall’inaugurazione, la stazione è diventata una vera meta turistica. Durante la nostra visita, di venerdì sera, i vagoni erano quasi vuoti, mentre gli atrii erano affollati di visitatori, curiosi e turisti. Ad allietare il percorso ci sono schermi che proiettano video sui lavori e sui reperti. Insomma, dopo la celebre stazione “Toledo” di Napoli, anche la stazione “Colosseo/Fori Imperiali” entra di diritto tra i luoghi da visitare, anche se non si ha necessità di prendere la metro.
Fonti consultate: Atac Roma, WeBuild, Comune di Roma












