La cometa interstellare 3I/Atlas vista dall’Italia
La scoperta e l’osservazione della cometa interstellare 3I/ATLAS rappresentano una delle pagine più affascinanti dell’astronomia contemporanea poiché ci pongono di fronte a un messaggero proveniente dagli spazi più remoti della galassia che ha scelto il 2025 per manifestarsi ai nostri occhi (scoperta il 1°luglio 2025). Questo straordinario oggetto non appartiene al nostro Sistema Solare, ma è un viaggiatore solitario che attraversa il vuoto da miliardi di anni seguendo una traiettoria iperbolica che lo porterà a sfiorare il nostro Sole per poi perdersi per sempre nell’oscurità interstellare senza mai più fare ritorno.
Documentare un evento di tale portata scientifica richiede una precisione estrema che solitamente associamo ai grandi osservatori professionali eppure il lavoro svolto dal nostro lettore Francesco Cotroneo di Ranco, in provincia di Varese, dimostra come il confine tra professionismo e passione si sia ormai assottigliato grazie all’uso sapiente della tecnologia moderna. Attraverso l’integrazione di dati raccolti con telescopi di diverso diametro e focale è stato possibile catturare la duplice natura della cometa ovvero la sua posizione dinamica nel firmamento e la complessa morfologia della sua chioma che si è rivelata perfettamente coerente con i modelli teorici di un corpo naturale attivo.
L’utilizzo di sistemi di acquisizione automatizzati basati su Raspberry e camere astronomiche dedicate ha permesso di ottenere scatti di una nitidezza sorprendente dove il falso nucleo della cometa emerge con forza dal fondo cielo rivelando i processi di sublimazione dei ghiacci volatili che avvengono a milioni di chilometri di distanza da noi. Queste immagini non sono semplici fotografie, ma veri e propri documenti scientifici che testimoniano il massimo avvicinamento alla Terra avvenuto proprio nel mese di dicembre quando la cometa ha mostrato la sua massima attività prima di iniziare il suo lungo viaggio di uscita dal nostro sistema.
Il fatto che un osservatore indipendente dalla provincia di Varese sia riuscito a produrre analisi fotometriche e spettroscopiche così rigorose conferma che la curiosità umana supportata da strumenti d’eccellenza può contribuire in modo significativo alla comprensione di questi rari visitatori galattici offrendo una prospettiva unica e dettagliata che arricchisce il database mondiale della comunità astronomica. In un’epoca di grandi survey automatizzate la capacità di un singolo individuo di seguire notte dopo notte l’evoluzione di un corpo interstellare così antico e misterioso restituisce all’astronomia quella dimensione di meraviglia e dedizione che da sempre spinge l’uomo a guardare verso l’infinito per cercare risposte sulle nostre origini cosmiche.

Dati Tecnici delle foto e condizioni:
Alcune foto sono state scattate con GPS e posizione oggetto celeste, sono state scattate con un telescopio riflettore newtoniano smart da soli 114mm f/5 e 450mm di focale.
Altre con un telescopio amatoriale Celestron CPC800 Schmidt-Cassegrain da 203mm f/10 ed una focale di circa 2000mm con Barlow X3 da 2 pollici. Entrambi con fascia anti condensa alimentata da un piccolo Power bank da 5-12v.
Esposizione circa 4 minuti ad integrazione tramite Raspberry e telecamera ASI per fare le foto. Luna calante.












