Published On: Ven, Gen 2nd, 2026

2026: non basta che cambi l’anno, dobbiamo cambiare noi

Ogni anno sembra che il 31 dicembre tutto si azzeri, per poi ripartire il 1° gennaio. Purtroppo, la cronaca si apre puntualmente con i “bollettini di guerra” causati dai botti: anche quest’anno si registrano una vittima e centinaia di feriti, con città che si risvegliano dopo una notte di “battaglia”. Viene da pensare che sia assurdo, ma gli appelli sembrano restare inascoltati, così come i divieti dei numerosi comuni che non sortiscono l’effetto sperato. Negli anni la sensibilità è certamente aumentata, anche grazie al crescente affetto per gli animali domestici, ma il fenomeno non è sparito. Solo la pandemia aveva drasticamente ridotto il numero di feriti, che oggi è purtroppo in risalita; restiamo comunque lontani dai tragici numeri degli anni ’90, quando si contavano anche 3 o 4 vittime a ogni Capodanno.

Per il nostro Paese si conclude l’Anno Giubilare. Sebbene molti pellegrini abbiano raggiunto la Capitale, l’evento è apparso un po’ sottotono. La scomparsa dell’amato Papa Francesco e la vicinanza temporale con il Giubileo straordinario del 2015 hanno probabilmente reso l’Anno Santo meno affollato del previsto. Roma passa ora il testimone a Milano-Cortina per le Olimpiadi invernali: si tratta della quarta edizione ospitata in Italia, a vent’anni esatti da Torino 2006. All’epoca, la città piemontese seppe mostrare il suo lato migliore, siglando il passaggio da polo industriale a città turistica e d’arte. Vedremo cosa ci regaleranno questi Giochi, che l’intero Paese auspica possano rilanciare gli sport invernali.

Tra le novità di questo Capodanno spicca l’ingresso della Bulgaria nell’Euro, diventando così il ventunesimo Paese ad adottare la moneta unica. È una notizia importante per un’Europa che si trova, forse, ai minimi storici in termini di “appeal” verso i propri cittadini. A pesare è la scarsa unità nelle politiche comuni, in particolare riguardo al conflitto in Ucraina e ai dazi commerciali con gli USA. Un esercito unico e una politica estera condivisa dovrebbero essere i prossimi passi per dare forza al Vecchio Continente, oggi schiacciato tra giganti come USA, Russia, Cina e India. Senza una decisa inversione di rotta, per l’Europa non si prospettano tempi floridi.

Sempre in tema di Unione, si è registrata una marcia indietro sullo stop ai motori termici previsto per il 2035. Sebbene l’Europa sia sempre stata all’avanguardia nella tutela dell’ambiente, le lobby del settore sembrano aver avuto la meglio. Si tratta di un cedimento che mina l’autorevolezza dell’UE. Certo, le auto elettriche non sono l’unica soluzione ai problemi ambientali, ma la Cina che viene spesso criticata come Paese inquinante, ha impresso una sferzata decisa verso le rinnovabili, preparandosi a diventare leader mondiale nella produzione e nell’utilizzo di mobilità elettrica. Da “ultimi della classe”, stanno diventando i primi.

Infine, è impossibile non citare la tragedia dell’incendio nel locale di Crans-Montana, in Svizzera, che ha coinvolto moltissimi ragazzi. Si parla di quasi 50 vittime e centinaia di feriti: un dramma immane consumatosi poco dopo l’una e mezza di notte. Ora inizierà la difficile fase dell’accertamento delle cause e del riconoscimento delle vittime. La sicurezza deve essere il tema centrale del prossimo anno; purtroppo non si fa mai abbastanza, nemmeno in una nazione come la Svizzera, storicamente associata a standard di attenzione elevatissimi.

La speranza e i buoni propositi che tutti dichiarano sono, come sempre, legati alla pace e alla serenità. Eppure, la pace appare lontana: il conflitto tra Russia e Ucraina continua a mietere vittime. Le dichiarazioni di capi di Stato come Trump, Xi Jinping e Putin delineano un panorama di neocolonialismo e imperialismo moderno. Oltre al fronte ucraino, restano aperte numerose altre guerre nel mondo, di cui abbiamo spesso trattato qui su GeoMagazine.it. Dunque, come ogni anno, l’auspicio resta lo stesso. Non possiamo però non citare una frase di Gandhi che forse ai più risulterà inflazionata e retorica, ma è sempre attuale: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”. È una ricetta davvero semplice che, se ognuno mettesse in pratica, potrebbe davvero portarci a vivere in un mondo migliore.

About the Author

- Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia. Per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche. * Contatti: giuseppe.cutano@geomagazine.it * * IG: @latitude_45