Published On: Sab, Gen 3rd, 2026

Terre rare: la sfida italiana del riciclo per l’autonomia energetica dell’Europa

La transizione verso veicoli elettrici, energie rinnovabili ed elettronica avanzata sta facendo emergere una criticità sempre più urgente: la disponibilità di terre rare, materiali indispensabili ma concentrati in poche aree del mondo. Oggi circa il 60% della produzione globale è controllata dalla Cina, mentre l’Europa dipende quasi totalmente da importazioni extra-UE.

In questo contesto opera RarEarth, start-up italiana fondata da Gianluca Torta ed Enrico Pizzi (ndr I3P: Incubatore del Politecnico di Torino), che ha sviluppato una tecnologia innovativa per il recupero delle terre rare a partire da motori elettrici ed elettronica a fine vita. L’azienda si concentra in particolare sui magneti permanenti contenenti neodimio, praseodimio e disprosio, tre tra gli elementi più strategici e critici del gruppo delle 17 terre rare.

Circa il 30% delle terre rare utilizzate a livello globale viene impiegato proprio per la produzione di magneti ad alte prestazioni, componenti fondamentali per turbine eoliche, veicoli elettrici, elettronica e applicazioni industriali. L’estrazione tradizionale di questi materiali è altamente impattante dal punto di vista ambientale e comporta forti rischi geopolitici.

Magneti Dismessi – Photo Credit Fiorella Baldisserri

RarEarth propone un modello di economia circolare che consente di rigenerare direttamente le leghe magnetiche, recuperando quasi il 100% delle terre rare contenute nei magneti dismessi. Secondo studi di settore, questo approccio permette di ridurre l’impatto ambientale della filiera fino al 60% rispetto all’estrazione primaria.

Uno degli elementi distintivi della start-up è la capacità di gestire internamente l’intero processo, dal trattamento dei motori a fine vita alla produzione di nuovi magneti pronti per l’uso industriale. I magneti rigenerati trovano applicazione in numerosi ambiti, dalle energie rinnovabili ai dispositivi medicali, fino ai sistemi di sensoristica avanzata.

Il recente aumento di capitale rappresenta una tappa chiave per la crescita dell’azienda: le nuove risorse serviranno ad accelerare l’industrializzazione della tecnologia, ampliare il team e realizzare il primo impianto italiano dedicato alla produzione di magneti NdFeB da terre rare riciclate. Un passo importante verso la costruzione di una filiera europea più autonoma e sostenibile, in linea con le politiche dell’Unione Europea e con gli obiettivi del Critical Raw Materials Act.

Si ringrazia Fiorella Baldisserri per i contenuti

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