Published On: Mer, Gen 7th, 2026

L’isola di Hans e la guerra del whisky

La Groenlandia, si sa, fa parte del Regno di Danimarca, e quindi della NATO, pur non avendo aderito all’Unione Europea in virtù delle ampie prerogative di autonomia di cui gode. La Groenlandia decise, per la precisione, di uscire dalla Comunità Europea nel 1982, tramite un referendum. Ne abbiamo già parlato in un articolo proprio 12 mesi fa.

La Danimarca ha sempre rintuzzato gli attacchi al proprio territorio, invero per lo più delle scaramucce, che arrivavano da parte del Canada nella zona di “attrito” proprio tra la Groenlandia e la foglia d’acero. Questa zona di attrito è costituita dal confine marittimo dello Stretto di Nares, tra l’isola canadese di Ellesmere e la Groenlandia.

Immagine elaborata da un estratto di Google Earth®

Nel bel mezzo dello stretto di Nares si trova un isolotto inabitato, con un’area di poco superiore ad un km², l’isola di Hans. Hans è il nome di un nativo groenlandese che esplorò per primo l’isola, e su questo pare ci sia accordo tra i contendenti. E’ curioso come un isolotto quasi circolare, roccioso e dalle dimensioni risibili sia stato elemento di rivendicazione dal 1973 al 2022, ovvero per quasi 50 anni. L’isolotto, come spiega benissimo un interessante articolo del NY Times che riportiamo qui, si trova entro le 12 miglia dalla costa delle isole di Ellesmere e Groenlandia (tecnicamente, la piattaforma continentale). Risulta pertanto impossibile stabilire a quale entità politica appartenga l’isola di Hans. Per decenni fu usanza, da parte di navigatori che visitavano quell’area, lasciare sull’isola di Hans la bandiera dello Stato che i visitatori rappresentavano (ora quella danese, ora quella canadese) ed una bottiglia del distillato nazionale (whisky per il Canada, Aqvavit per la Danimarca). Questi dispettucci al limite del goliardico furono chiamati la guerra del whisky, ma hanno sottinteso un periodo di tensione diplomatica con un intervento dell’esercito canadese nel 1984 e la decisione di affidarsi ad un processo. La negoziazione proseguì con una task force formata da diplomatici dei due governi che, solo nel 2022, e sulla spinta degli eventi europei di invasione dell’Ucraina, decisero di porre fine al litigio dividendo in due parti quasi uguali l’isola. Una curiosità da nerd geografico a lemma della risoluzione è l’acquisizione da parte sia della Danimarca sia del Canada di un secondo stato confinante, visto che entrambi gli stati fino al 2022 confinavano rispettivamente solo con Germania e Stati Uniti, e non tra loro.

Screenshot articolo di Repubblica sulla fine della guerra del whisky, reperito in rete

Si trattò di dare l’esempio su una questione che, se si pensa alle dimensioni dell’isolotto, parrebbe ridicola ma che per puntiglio, forse lungimiranza, sicuramente sciovinismo ha tenuto banco per lustri. L’esempio di due democrazie occidentali, entrambi stati membri della NATO, che hanno deciso di chiudere un capitolo meno edificante della loro storia, diventando buoni vicini di casa. Ci auguriamo, in questo frangente internazionale, che questa storia non si arricchisca, per così dire, di ulteriori capitoli.

About the Author

- ingegnere per l’ambiente ed il territorio, laureato a Trento, si è sempre occupato di progettazione idroelettrica, mercato dell’energia, idraulica ed ambiente. Ha numerose esperienze lavorative internazionali (Brasile, Africa centrale, Australia) ed una passione per la geografia e la cultura classica. Questa passione lo ha portato a laurearsi in geografia nel 2020 con una tesi sugli itinerari culturali. Velleità da periegeta e da geografo naïve non lo distolgono dal grande obiettivo di sensibilizzare le persone rispetto al tema dell’energia, della sua produzione, del risparmio ed in un’ultima analisi della strategica importanza che questa commodity riveste. Il progetto GeoMagazine lo ha convinto sin dall’inizio e, oltre che alla produzione di articoli tra scienza e contaminazioni umanistiche, a rivestire il ruolo di editore di questa pagina di comunicazione scientifica ed ambientale, con l’obiettivo di renderla un canale di informazione imparziale ed obiettivo, lontano da semplificazioni, sottintesi e qualunquismo. Un canale che si rivolge ad un pubblico variegato in termini di età e formazione, ma che si pone una regola ferrea: analizzare i problemi, suffragarli, e spiegarli in modo semplice. Lo story telling che si può invece scorgere negli articoli più leggeri vuole essere una posa di positivismo ed un’ispirazione verso mondi inesplorati, fuori e dentro di noi.