L’isola di Hans e la guerra del whisky
La Groenlandia, si sa, fa parte del Regno di Danimarca, e quindi della NATO, pur non avendo aderito all’Unione Europea in virtù delle ampie prerogative di autonomia di cui gode. La Groenlandia decise, per la precisione, di uscire dalla Comunità Europea nel 1982, tramite un referendum. Ne abbiamo già parlato in un articolo proprio 12 mesi fa.
La Danimarca ha sempre rintuzzato gli attacchi al proprio territorio, invero per lo più delle scaramucce, che arrivavano da parte del Canada nella zona di “attrito” proprio tra la Groenlandia e la foglia d’acero. Questa zona di attrito è costituita dal confine marittimo dello Stretto di Nares, tra l’isola canadese di Ellesmere e la Groenlandia.

Nel bel mezzo dello stretto di Nares si trova un isolotto inabitato, con un’area di poco superiore ad un km², l’isola di Hans. Hans è il nome di un nativo groenlandese che esplorò per primo l’isola, e su questo pare ci sia accordo tra i contendenti. E’ curioso come un isolotto quasi circolare, roccioso e dalle dimensioni risibili sia stato elemento di rivendicazione dal 1973 al 2022, ovvero per quasi 50 anni. L’isolotto, come spiega benissimo un interessante articolo del NY Times che riportiamo qui, si trova entro le 12 miglia dalla costa delle isole di Ellesmere e Groenlandia (tecnicamente, la piattaforma continentale). Risulta pertanto impossibile stabilire a quale entità politica appartenga l’isola di Hans. Per decenni fu usanza, da parte di navigatori che visitavano quell’area, lasciare sull’isola di Hans la bandiera dello Stato che i visitatori rappresentavano (ora quella danese, ora quella canadese) ed una bottiglia del distillato nazionale (whisky per il Canada, Aqvavit per la Danimarca). Questi dispettucci al limite del goliardico furono chiamati la guerra del whisky, ma hanno sottinteso un periodo di tensione diplomatica con un intervento dell’esercito canadese nel 1984 e la decisione di affidarsi ad un processo. La negoziazione proseguì con una task force formata da diplomatici dei due governi che, solo nel 2022, e sulla spinta degli eventi europei di invasione dell’Ucraina, decisero di porre fine al litigio dividendo in due parti quasi uguali l’isola. Una curiosità da nerd geografico a lemma della risoluzione è l’acquisizione da parte sia della Danimarca sia del Canada di un secondo stato confinante, visto che entrambi gli stati fino al 2022 confinavano rispettivamente solo con Germania e Stati Uniti, e non tra loro.

Si trattò di dare l’esempio su una questione che, se si pensa alle dimensioni dell’isolotto, parrebbe ridicola ma che per puntiglio, forse lungimiranza, sicuramente sciovinismo ha tenuto banco per lustri. L’esempio di due democrazie occidentali, entrambi stati membri della NATO, che hanno deciso di chiudere un capitolo meno edificante della loro storia, diventando buoni vicini di casa. Ci auguriamo, in questo frangente internazionale, che questa storia non si arricchisca, per così dire, di ulteriori capitoli.












