Le capitali che cambiano – Il caso africano
Abbiamo già parlato delle capitali che cambiano in un articolo precedente, portando i casi del continente asiatico (si veda questo articolo).
Dal primo gennaio scorso una nazione africana ha cambiato la propria capitale, ovvero la Guinea Equatoriale (fonte).

La Guinea Equatoriale è un piccolo stato africano, con una geografia politica un po’ particolare: suddivide il proprio territorio in una parte continentale preponderante, che ha una superficie di circa 26.000 km² e che confina con Camerun e Gabon. Fa parte della nazione anche l’isola di Bioko, sensibilmente più a nord delle coste della Guinea Equatoriale e con una superficie di soli 2.000 km². Ebbene è quest’isola che ospitava fino all’anno scorso la città più importante del Paese, ovvero la capitale Malabo che, con i suoi 300’000 abitanti costituisce il 25% circa della popolazione nazionale.
L’anomalia di una capitale insulare in uno stato non insulare è unica al mondo, con questioni pratiche ed etniche non indifferenti da risolvere. La capitale della Guinea Equatoriale è stata dal 1969 al 2025 Malabo, ma il cambiamento fu deciso già una quindicina di anni fa non a favore di Bata, la città continentale più grande e posizionata sulla costa, ma appannaggio di un centro abitato costruito praticamente dal nulla, Ciudad de la Paz. E’ questo agglomerato che dal 1° gennaio 2026 diventa la capitale equatoguineana. Come si può vedere su Google Maps, questa nuova città è tutta da costruire.
In Africa questi cambiamenti non sono infrequenti e si sono succeduti in Nigeria, Burundi, Costa d’Avorio. In Nigeria si è fatto fronte all’affollamento di Lagos spostando la capitale nell’entroterra, in una città pianificata come Abuja. Dopo oltre 30 anni da questo spostamento, è interessante notare come Lagos mantenga una popolazione di oltre 20 milioni di abitanti, mentre Abuja abbia senz’altro dimensioni meno consistenti, se 2,9 milioni di abitanti è una cifra attendibile (fonte: Treccani).
Lo spostamento delle capitali avvenuto in Burundi ed il Costa d’Avorio, invece, è stato fatto a favore di città già costituite, ma con una posizione più baricentrica rispetto al Paese, così da essere, nell’intenzione del legislatore, più rappresentative e logisticamente favorite. Rimane il fatto che, in questi due Paesi, l’unico aeroporto internazionale si trova nelle vicinanze delle ex capitali Bujumbura e Abidjan lasciando a queste città prerogative di connessione e concernenti la politica che le nuove capitali, Gitega e Yamoussoukro, non hanno. Io stesso, in un recente viaggio in Burundi, ho avuto il piacere di incontrare e conoscere il Ministro dell’Energia di quel Paese alla sede del ministero di Bujumbura, in riva al lago Tanganika. Che stranezze geografiche! Seguiteci sempre.












