Published On: Mer, Gen 21st, 2026

Islands for sale (Isole in vendita)

Un “sorvolo” su diverse aree del nostro pianeta, operato con quello strumento eccezionale che è Google Earth, ci consente di comprendere come, anche nel recente passato, i confini siano stati “tagliati” per terra e per mare con un approccio a tavolino, e di movimentazione di asset, più che tenendo in considerazione storia, esigenze e sensibilità delle popolazioni locali, mai di fatto coinvolte in alcun tipo di trattativa o decisione nel merito.

Si veda, in proposito, l’area delle piccole Antille ad Est di Puerto Rico. Puerto Rico è di fatto una colonia americana, credo di non affermare nulla di controvertibile, mentre appena ad est, sulla pelle delle numerose piccole Antille si scatena un poutpourri di geografia politica così frastagliata da lasciare sgomenti. Le isole vergini (quelle, per intenderci, che al passaggio della fiaccola olimpica di Massimo Boldi, a suo dire potrebbero anche cambiare nome; ndc, ovvero nota di colore) si suddividono storicamente in tre diversi arcipelaghi, le isole vergini spagnole, di fatto associate a Puerto Rico, le isole vergini americane, già Indie occidentali, e le isole vergini britanniche, territorio d’oltre mare del Regno Unito.

Ebbene, sono le isole vergini americane quelle che, più recentemente, hanno cambiato bandiera passando dall’essere colonia danese a territorio non incorporato statunitense. Queste isole furono acquisite nel 1917 dagli USA con una transazione finanziaria. Si tratta di una cinquantina di isole, le principali sono Saint John, Saint Croix e Saint Thomas ed è ragionevole pensare che il piccolo Stato scandinavo, neutrale durante la prima guerra mondiale, abbia subito pressioni forti per la cessione di questi territori. Una delle isole, Water Island, passò agli USA solamente nel 1944, ancora durante la massima espressione di forza degli Stati Uniti in un conflitto mondiale. Sarcasmo, più che ironia della sorte, una delle isole vergini americane, in particolare Little Saint James, è divenuta possedimento personale di Epstein, famigerato faccendiere condannato per pedofilia ed amico di Trump (fonte: Open).

Guardando ancora ad Est, nelle piccole Antille, troviamo Anguilla, territorio d’oltremare britannico, Guadalupa, regione d’Oltremare francese, ed alcuni stati indipendenti, come Antigua e Barbuda e Saint Kitts e Nevis, quest’ultimo reame del Commonwealth. Scendendo poi verso il Venezuela (sic!), la situazione rimane assai variegata.

Si lascia questa volta al lettore trarre le conclusioni del caso: in un Mondo dove spesso ha vinto il più forte, dove i rapporti di forza si sono giocati su diversi tavoli, possibile che non si possa far valere la diplomazia ed una maniera più elevata e saggia nel gestire i territori?

About the Author

- ingegnere per l’ambiente ed il territorio, laureato a Trento, si è sempre occupato di progettazione idroelettrica, mercato dell’energia, idraulica ed ambiente. Ha numerose esperienze lavorative internazionali (Brasile, Africa centrale, Australia) ed una passione per la geografia e la cultura classica. Questa passione lo ha portato a laurearsi in geografia nel 2020 con una tesi sugli itinerari culturali. Velleità da periegeta e da geografo naïve non lo distolgono dal grande obiettivo di sensibilizzare le persone rispetto al tema dell’energia, della sua produzione, del risparmio ed in un’ultima analisi della strategica importanza che questa commodity riveste. Il progetto GeoMagazine lo ha convinto sin dall’inizio e, oltre che alla produzione di articoli tra scienza e contaminazioni umanistiche, a rivestire il ruolo di editore di questa pagina di comunicazione scientifica ed ambientale, con l’obiettivo di renderla un canale di informazione imparziale ed obiettivo, lontano da semplificazioni, sottintesi e qualunquismo. Un canale che si rivolge ad un pubblico variegato in termini di età e formazione, ma che si pone una regola ferrea: analizzare i problemi, suffragarli, e spiegarli in modo semplice. Lo story telling che si può invece scorgere negli articoli più leggeri vuole essere una posa di positivismo ed un’ispirazione verso mondi inesplorati, fuori e dentro di noi.