Published On: Gio, Apr 23rd, 2026

Le lingue ufficiali dell’Unione africana

L’unione africana (UA) è un’organizzazione internazionale su scala continentale, che incorpora obiettivi di carattere commerciale ma anche di natura politica. Nata nel 2002, si pone lo scopo di prevenire ed intervenire in conflitti interni al continente che possano dar adito a possibili genocidi, nel rispetto dei diritti umani; essa vuole inoltre affermare il ruolo economico dell’Africa sul panorama internazionale.

Gli obiettivi dell’Unione Africana sono pertanto ambiziosi e muovono su un’Area estremamente complessa. Fanno parte dell’Unione tutti gli Stati africani, e ci sono alcune peculiarità da questo punto di vista. I possedimenti europei non ne fanno parte, mentre è ammessa la Repubblica Araba Democratica dei Sahrawi (RADS), ovvero il territorio del Sahara Occidentale. L’ammissione di uno Stato non riconosciuto internazionalmente, nè membro dell’ONU, creò una frattura diplomatica dell’UA con il Marocco che, pur rimanendo membro dell’Unione, non lo riconosce per ovvi motivi. Di contro i territori politicamente europei o comunque non africani ricompresi sul territorio africano non fanno parte dell’UA: si parla evidentemente di realtà insulari come Reunion, Mayotte, o le Canarie. Si potrebbero citare anche le Pelagie, o Socotra; oppure degli exclave di Ceuta e Melilla. Questi territori hanno per lo più uno status del tutto assimilabile a province o comuni della loro madre Patria.

Dunque i membri dell’UA sono 55, ovvero i 54 Stati indipendenti più il RADS. Ma quali sono le lingue ufficiali dell’Unione Africana? E’ noto che la galassia linguistica del continente africano è assai articolata, e che le lingue sono moltissime anche all’interno della stessa nazione, mentre ci sono altre lingue franche transnazionali.

Suddivisione politica dell’Africa dopo la Prima Guerra Mondiale – Immagine non soggetta a Copyright

Ovviamente, con riferimento alle lingue ufficiali, nei singoli Stati sono le lingue europee, di retaggio coloniale, a farla da padrone, con la grande diffusione di inglese e francese. Nel recente viaggio del pontefice in Africa si è potuto ascoltare, da parte di Prevost, un sermone ben recitato in portoghese, ed in effetti le nazioni lusitanoparlanti sono diverse nel continente: Angola, Mozambico su tutte.

Nel quadro delle lingue ufficiali a livello continentale si ritrovano, a mio avviso, un paio di peculiarità geopoliticamente curiose. Per dare la risposta secca le lingue ufficiali dell’UA sono 6: Arabo, Francese, Inglese, Portoghese, Spagnolo e Swahili. Mi sentirei di catalogare anche l’Arabo come una lingua coloniale, mentre spicca la presenza dello Spagnolo. Lo Spagnolo è una lingua molto parlata nel Mondo ma, dal tracciamento dei meridiano di Tordesillas in avanti (si veda a proposito articolo di GeoMagazine.it) non si ebbero possedimenti spagnoli in Africa, tranne qualche eccezione di prossimità. Oggi lo spagnolo è una lingua co-ufficiale solamente in un piccolo Stato indipendente africano, ovvero la Guinea Equatoriale. Curiosamente l’italiano è una lingua coufficiale solamente in Eritrea, mentre nelle altre ex colonie italiane la lingua di Dante non ha avuto alcun seguito, per diversi motivi.

Dunque: lo spagnolo sì, l’italiano no, probabilmente in considerazione della diffusione più mondiale che continentale nel confronto tra le due lingue! Inoltre, l’unica lingua autoctona che ha rango di ufficialità continentale è lo Swahili, o Kiswahili come si dice nell’Atto Costitutivo, ufficiale in ben 4 Stati. L’unico Stato in cui la lingua ufficiale non appartiene alle 6 lingue dell’Unione Africana è l’Etiopia, una delle nazioni africane più importanti e popolose, che ha come lingua ufficiale l’amarico, anche se l’inglese è assai studiato ed ovviamente utilizzato nelle relazioni con l’estero.

Un’ultima considerazione scevra da polemiche, ma che dà una percezione precisa di come i punti di vista e le prospettive siano distorte e poco obiettive in questo Mondo: l’Unione Europea, meno di mezzo miliardo di abitanti, ha ben 24 lingue ufficiali. Di contro l’Africa, un continente con un’estensione pari a 7 volte quella dell’UE, un numero doppio di nazione adepte ed una popolazione circa tripla ha, nonostante la varietà di etnie e di lingue molto diverse, solamente 6 lingue ufficiali, di cui 5 di provenienza coloniale. Akuna Matata, potrebbero dire in Africa Orientale, io invece vi lascerei con una battuta ripresa da Renzo Arbore: meditate, gente!

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- ingegnere per l’ambiente ed il territorio, laureato a Trento, si è sempre occupato di progettazione idroelettrica, mercato dell’energia, idraulica ed ambiente. Ha numerose esperienze lavorative internazionali (Brasile, Africa centrale, Australia) ed una passione per la geografia e la cultura classica. Questa passione lo ha portato a laurearsi in geografia nel 2020 con una tesi sugli itinerari culturali. Velleità da periegeta e da geografo naïve non lo distolgono dal grande obiettivo di sensibilizzare le persone rispetto al tema dell’energia, della sua produzione, del risparmio ed in un’ultima analisi della strategica importanza che questa commodity riveste. Il progetto GeoMagazine lo ha convinto sin dall’inizio e, oltre che alla produzione di articoli tra scienza e contaminazioni umanistiche, a rivestire il ruolo di editore di questa pagina di comunicazione scientifica ed ambientale, con l’obiettivo di renderla un canale di informazione imparziale ed obiettivo, lontano da semplificazioni, sottintesi e qualunquismo. Un canale che si rivolge ad un pubblico variegato in termini di età e formazione, ma che si pone una regola ferrea: analizzare i problemi, suffragarli, e spiegarli in modo semplice. Lo story telling che si può invece scorgere negli articoli più leggeri vuole essere una posa di positivismo ed un’ispirazione verso mondi inesplorati, fuori e dentro di noi.