Published On: Mar, Mag 12th, 2026

Greta Laurent: oltre il podio

Ci sono storie che si raccontano dai podi.
E poi ce ne sono altre, più silenziose, che scorrono accanto.
Non meno intense.
Non meno decisive.

Greta Laurent appartiene a questa seconda dimensione. Ex atleta di sci di fondo, oggi madre e compagna di uno dei nomi più importanti dello sci nordico italiano, Federico Pellegrino, Greta incarna un equilibrio raro: quello tra ambizione e quotidianità, tra sport vissuto in prima persona e sport osservato da vicino, nella sua forma più esigente.

La sua è una voce preziosa, perché attraversa il confine tra performance e vita reale. E lo fa con lucidità, sensibilità e una forza che non ha bisogno di essere esibita.

Credit by Greta Laurent

Quando si pensa alla vita accanto a un atleta olimpico, si immaginano medaglie, trasferte e riflettori. Più raramente si pensa alle rinunce condivise, alla distanza, alla capacità di continuare a scegliersi anche quando il tempo insieme è pochissimo.

“L’unione e l’essere d’accordo in ogni scelta è fondamentale”, racconta Greta. “Quando io ho smesso nel 2022, abbiamo deciso insieme che Federico avrebbe continuato questa vita al cento per cento, anche con l’arrivo del nostro primo bambino.”

Una decisione che significava accettare una realtà precisa: vivere insieme poco più di cento giorni all’anno.

Eppure nelle sue parole non c’è sacrificio esibito. C’è qualcosa di più maturo: la consapevolezza che certe strade si percorrono soltanto se si guarda nella stessa direzione.

Essere stata atleta le permette di comprendere aspetti che, da fuori, sembrerebbero quasi impossibili da accettare.

Credit by Greta Laurent

“Tantissimo”, dice senza esitazione quando le si chiede quanto il suo passato sportivo la aiuti oggi a sostenere Chicco. “Una persona che non ha vissuto questo mondo farebbe fatica a capire cosa significhi stare tanto tempo lontano da casa, oppure che, anche quando sei a casa, allenamento, riposo e alimentazione restano priorità.”

Poi arriva il ricordo più forte.

“Dopo sei giorni dalla nascita del nostro primo figlio, Federico è partito per il Tour de Ski per due settimane.”

Ed è lì che si comprende davvero cosa significhi amare uno sportivo di altissimo livello: capire che certe assenze non sono distacco, ma parte stessa della loro esistenza.

Le medaglie olimpiche non trasformano soltanto una carriera. Cambiano gli equilibri interiori di una famiglia.

Greta racconta le Olimpiadi di Pechino con emozione ancora viva. “Federico desiderava tantissimo quella medaglia di squadra. L’ho vissuta in modo fortissimo.”

Ma dietro la gioia si nascondeva anche un altro sentimento: la sensazione che si stesse chiudendo un lungo capitolo.

“Quelle medaglie significavano anche che avremmo avuto di più il nostro papà.”

Una frase semplice, che però racconta più di molte celebrazioni sportive.

Chicco e Greta – credit by Greta Laurent

Quando parla dei figli, il tono cambia ancora. Diventa più caldo, più essenziale.

Per Greta lo sport non deve essere soltanto disciplina. Deve essere libertà, amicizia, scoperta.

“La passione arriverà col tempo, saranno loro a scegliere”, spiega. “Io voglio trasmettere l’idea che lo sport insegni il rispetto, l’autonomia, l’organizzazione, ma che debba restare anche divertimento.”

E in fondo, racconta, è stato così anche per lei e Federico. Nessuno dei due aveva iniziato pensando alle Olimpiadi. Si cercavano gli amici, la neve, il gioco.

Il resto è arrivato da sé.

“Esiste ancora uno spazio per Greta e Federico?” chiedo con grande rispetto.

La risposta arriva immediata.

“Assolutamente sì.”

Anche nei periodi più intensi, la loro casa è sempre rimasta uno spazio separato dal mondo agonistico.

“Quando chiudevamo la porta di casa, i pensieri diventavano altri.”

Negli ultimi anni, poi, sono stati i figli a riportare Federico dentro una dimensione ancora più concreta e quotidiana.

Ed è forse questo che salva molti grandi atleti: avere un luogo in cui non serva essere campioni.

Per ogni atleta esiste un momento difficile: smettere.

Greta non lo nasconde.

“Non è stato un passaggio semplice”, ammette. “Fai questa vita per quindici anni o più e poi, all’improvviso, tutto finisce.”

La maternità le ha dato immediatamente una nuova direzione. I figli hanno riempito il vuoto lasciato dallo sport e le hanno permesso di vivere intensamente ogni fase della loro crescita.

Ma oggi sente nascere qualcosa di nuovo.

“Non vedo l’ora di ricreare la Greta che non sia solo mamma.”

Una frase delicata, ma profondamente potente.

Tra i sogni realizzati, Greta ne sceglie uno soltanto: aver trasformato la propria passione in un lavoro.

“Sono stati anni pieni di emozioni che porterò sempre con me.”

Ma guardandosi indietro, qualcosa cambierebbe.

“Avrei pensato di più a me stessa e a ciò che mi avrebbe aiutato a rendere meglio.”

Non è rimpianto.
È maturità.

Chicco e Greta – Credit by Greta Laurent

Alla fine, ciò che lo sport le ha lasciato va molto oltre i risultati.

“Ho imparato a farmi le spalle larghe”, racconta. “Lo sport ti insegna a essere determinata, a superare le critiche, ad uscire dai momenti difficili ancora più forte.”

Ma soprattutto le ha insegnato una cosa fondamentale: scegliere chi tenere vicino.

“Ho imparato a circondarmi di persone che mi vogliono davvero bene e a lasciare fuori tutto ciò che non mi fa stare bene.”

Con Greta Laurent non si parla soltanto di sport.

Si parla di identità, trasformazione, equilibrio.

Della capacità di restare se stessi anche quando la vita cambia continuamente forma.

E forse è proprio questa la vittoria più difficile da conquistare.

About the Author

- Diplomato a Milano in osteopatia, è appassionato di arte contemporanea e jazz. Ama la montagna, la sua sostenibilità e la cultura delle terre alte. Scrittore di fantasy e pittore per passione, intreccia linguaggi e immaginari diversi per raccontare il presente con uno sguardo sensibile e trasversale. Su GeoMagazine.it esplora i legami tra creatività, territorio e culture visive contemporanee.