Published On: Sab, Giu 20th, 2026

Norvegia, auto elettriche: la rivoluzione è compiuta

Abbiamo diverse volte osservato cosa accade in Nord Europa e in particolare in Norvegia. Il paese del Nobel, e a volte anche delle contraddizioni, si distingue in tanti campi. Certo, con 5,6 milioni di abitanti (equivalenti a quelli della Campania) su una superficie più grande di quella dell’Italia, per certe cose è il classico “ti piace vincere facile”. Ma tanti altri paesi con caratteristiche simili non sono così virtuosi.

Sul tema della mobilità elettrica abbiamo già scritto diverse volte. Diversi enti di ricerca europei, fra cui il nostro RSE, hanno dimostrato che con l’attuale mix energetico europeo l’auto elettrica ha comunque un ciclo di vita meno inquinante. Il paese scandinavo, grazie a quasi il 100% di produzione da fonti rinnovabili (di cui circa il 90% da idroelettrico e il 10% da eolico), è proprio il luogo naturale dove compiere la rivoluzione elettrica.

Tutto questo è possibile grazie a un sistema quasi completamente rinnovabile, che garantisce prezzi dell’energia molto bassi ed evita la dipendenza da altri mercati. Certo, la contraddizione sta nel fatto che il paese scandinavo esporta circa il 2% del petrolio mondiale, ponendosi al 7° posto tra i primi esportatori di greggio al mondo. Un greggio che però tocca pochissimo le coste norvegesi, poiché lascia subito il paese tramite oleodotti e navi.

Andiamo a vedere i dati statistici della motorizzazione norvegese (Statens vegvesen). Dal 1° gennaio 2026 ad oggi sono state immatricolate 65.041 auto: di queste, ben il 97% sono auto elettriche (oltre 63.000 unità). Per fare un confronto, l’Italia registra gli stessi numeri assoluti di elettriche, ma parliamo di un paese di quasi 60 milioni di abitanti, ovvero un ordine di grandezza in più. Nel nostro Paese si è comunque visto un boom da inizio 2026 grazie all’arrivo di modelli a prezzi più popolari, soprattutto dalla Cina.

Se vogliamo dare qualche cifra in più, da gennaio ad oggi in Norvegia sono state immatricolate solo 62 auto a benzina (di cui appena 3 a gennaio). Qualcuna in più a diesel e ibride, parliamo di circa 800 unità ciascuna. Come si può notare, ormai quella norvegese è una netta scelta di campo: nessuna auto a gas o a idrogeno è stata immatricolata. D’altronde, avevamo già dimostrato in passato come l’idrogeno sia meno efficiente rispetto a un’auto puramente elettrica.

Qualcun altro potrà pensare che in un territorio così vasto ci siano più colonnine rispetto al nostro. Qui ci si sbaglia: l’Italia ha più colonnine in totale, ma in Norvegia circa il 40% è a ricarica rapida, garantendo una rete ideale per i lunghi viaggi. Dunque, possiamo dire che in Norvegia la rivoluzione è compiuta e il paese non teme la scadenza del 2035, quando l’UE (di cui la Norvegia non fa parte) dovrebbe vietare la vendita di auto a combustione interna. Chissà il resto d’Europa quando arriverà ad azzerare le emissioni dei veicoli? I nostri bronchi ne sarebbero felici.

About the Author

- Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia. Per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche. * Contatti: giuseppe.cutano@geomagazine.it * * IG: @latitude_45