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Un fulmine record di 709 km di lunghezza è stato appena certificato dal WMO

Riuscite a immaginare un fulmine che percorra una distanza maggiore di quella che separa Milano e Napoli? Ebbene, è quello che è accaduto il 31 ottobre 2018 in Brasile. A certificarlo ora è il WMO (World Meteorological Organization).

L’immagine satellitare del 31 ottobre 2018 che mostra la tempesta che ha prodotto il fulmine più lungo mai registrato

IL DATO – Secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale il 31 ottobre 2018 si è verificato in Brasile il fulmine più lungo di sempre: una scarica elettrica che ha solcato il cielo per oltre 700 chilometri, ossia la distanza tra Londra e Basilea, o 50 km in più fra Milano e Napoli.
Un evento notevole che surclassa il precedente record di 321 chilometri del 20 Giugno 2007 registrato nello stato americano dell’Oklahoma.

LE CAUSE – Queste scariche a mesoscala orizzontale, estremamente rare, sono state denominate “Megaflash” dalla WMO e, a differenza di quelle verticali nube-suolo che non superano i 12-20 Km, sono in grado di estendersi per centinaia di chilometri. Tali megaflash si sviluppano appunto nei “sistemi convettivi a mesoscala”, anche detti MCS (Mesoscale Convective System), sistemi temporaleschi molto estesi che superano i 100 km in raggio o in estensione e non è un caso che tali fulmini siano più comuni nelle Americhe.

In particolare, tali MCS si formano spesso fra il pomeriggio e la sera sugli altopiani a est delle Ande (Plateau Andino) fra gli stati del Perù, della Bolivia, del Cile e dell’Argentina, spostandosi poi verso est e assumendo dimensioni anche dell’ordine di 500 km. Tali sistemi spesso si fondono fra loro e l’interazione fra i campi elettrici dei temporali può creare scariche di questa dimensione.

IL MONITORAGGIO – Il loro monitoraggio avviene attraverso i satelliti GOES, posti a circa 36000 km di altezza, che monitorano le Americhe attraverso il sistema di GLM o “mappatore di fulmini geostazionario“. In particolare il GOES 16, come ha affermato Rachel Albrecht, professore di meteorologia all’Università di San Paolo in Brasile, è in grado di vedere anche i fulmini che cadono sugli oceani Atlantico e Pacifico, e il monitoraggio dei megaflash fu anche fra i motivi del suo lancio avvenuto il 19 novembre 2016.

I due nuovi record certificati dal WMO

IL FULMINE PIÙ DURATURO – Il comitato di esperti ha diffuso anche un altro record mondiale riguardante queste scintille improvvise: il 4 Marzo 2019 si è sviluppato un fulmine della durata di 16,73 secondi nel nord dell’Argentina, che ha più che raddoppiato il precedente record di 7,74 secondi misurato il 30 Agosto 2012 nel sud della Francia.

Tutti questi record, conservati nell’archivio WMO delle condizioni meteorologiche e climatiche, riportano due ulteriori eventi estremi: il fulmine più letale di sempre, che uccise 21 persone nello Zimbabwe nel 1975, e il maggior disastro causato da una serie di esplosioni in seguito alla caduta di un fulmine su diversi serbatoi di petrolio; un evento che uccise 469 persone a Dronka, in Egitto, nel 1994.

SVILUPPI FUTURI – Questi eventi estremi sono da “capogiro”, come ha affermato anche Randy Cerveny, professore dell’Arizona State University e membro del comitato WMO che ha certificato il dato. La speranza è che nei prossimi anni, quando anche l’Europa lancerà un sensore simile (la Cina ne ha già uno), si possa infittire la rete di dati, e magari scoprire nuovi record.

Fonti bibliografiche e iconografiche: wmo.int/washingtonpost.com/pixabay.com

Tags: fulminewmo
Cristiano Mancini: Studente laureato in ingegneria ambientale, cura la sezione Energia & Sviluppo sostenibile. E' appassionato e divulgatore di varie tematiche scientifiche. Contatti: cristiano.mancini@geomagazine.it
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