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L’impatto delle isole di calore urbane nell’Artico

Le nostre attività modificano alcuni aspetti meteorologici su scala locale. Edifici, strade, riscaldamento domestico, veicoli a motore e attività industriali creano delle vere e proprie “isole di calore” capaci di far riscontrare mesoclimi diversi rispetto alle aree extraurbane. Le aree cittadine, specie durante la notte con assenza di nubi e calma di vento, faticano a raffreddarsi per irraggiamento del suolo. Ora, secondo uno studio condotto da Igor Esau, scienziato del Nansen Environmental and Remote Sensing Center presso il Bjerknes Center for Climate Research di Bergen, le isole di calore contribuirebbero ai cambiamenti climatici riscontrati nell’Artico.

Analizzando le temperature della superficie terrestre e la densità di vegetazione attraverso il Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer (Modis), sono state visionate 57 città di oltre 4000 abitanti situate sopra i 64°N tra Norvegia, Svezia, Finlandia e Russia nordoccidentale. I dati hanno riscontrato valori sino a 5°C superiori tra le aree interne delle città e sino a un raggio di 10 Km da esse. Le aree particolarmente in evidenza sono Murmansk (Russia) e Oulu (Finlandia). Tale mancanza d freddo, nel corso degli anni, comincia a cambiare le proprietà del suolo, permettendo la crescita di vegetazione anche in aree come la taiga siberiana.

Un altro studio complementare che sarà pubblicato nel prossimo libro “The Arctic: current Issues and Challenges“, ha esaminato 11 città dell’estremo nord tra cui Fairbanks, Tromsø e Norilsk, mostrando anche in questo caso isole di calore degne di nota. L’artico ospita attualmente 4 milioni di persone e negli ultimi 50 anni, grazie anche alle attività antropiche, si è riscaldato più velocemente rispetto al resto del pianeta. Le isole di calore, pertanto, contribuiscono ad aumentare il valore di temperatura medio delle aree artiche sino a 1.5°C.

Fonti bibliografiche e fotografiche: The Arctic: current Issues and Challenges, Bjerknes Center for Climate Research, Pixabay

Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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