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La pandemia di Covid-19 sta influenzando le previsioni meteorologiche

A causa della pandemia da Covid-19 le previsioni del tempo sono diventate meno accurate.
E’ quanto sostiene un nuovo studio pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters, secondo il quale il mondo avrebbe perso il 50-75% delle osservazioni meteorologiche a causa del numero inferiore di aerei in volo.
Gli aeromobili in genere contribuiscono ai modelli di calcolo registrando informazioni sulla temperatura dell’aria, sull’umidità relativa, sulla pressione dell’aria e sul vento lungo il percorso di volo, e per tale motivo risulta più difficile effettuare una previsione che si avvicini alla realtà.

Le previsioni meteorologiche sono una parte essenziale della vita quotidiana, ma se imprecise possono anche avere un impatto sull’economia“, sostiene Ying Chen, un ricercatore associato presso il Lancaster Environment Centre, nel Regno Unito e autore principale del nuovo studio.

Ed effettivamente l’accuratezza delle previsioni meteorologiche può influire sull’agricoltura, sul settore energetico e sulla stabilità della rete elettrica. Le turbine eoliche si basano su previsioni accurate della velocità del vento e le aziende energetiche dipendono dalle previsioni della temperatura per prevedere quale sarà il carico di energia ogni giorno quando le persone accenderanno il loro condizionamento d’aria.

Se questa incertezza supera una soglia, introduce una tensione instabile per la rete elettrica“, ha detto Chen. “Ciò potrebbe portare a un blackout e penso che questa sia l’ultima cosa che vogliamo vedere in questa pandemia.”

Le regioni più colpite dalla riduzione delle previsioni meteorologiche sono state quelle con traffico aereo normalmente intenso, come gli Stati Uniti, la Cina sud-orientale e l’Australia, nonché regioni isolate come il deserto del Sahara, la Groenlandia e l’Antartide. L’Europa occidentale è un’eccezione notevole: le sue previsioni meteorologiche risultano relativamente inalterate nonostante il numero di aeromobili nella regione in calo dell’80-90%.

Ciò è stato sorprendente. Chen sospetta che la regione sia stata in grado di evitare inesattezze perché ha una fitta rete di stazioni meteorologiche terrestri e un numero sufficiente di palloni sonda per compensare la mancanza di aeromobili. “È una buona lezione che ci dice che dovremmo introdurre più siti di osservazione, specialmente nelle regioni meno monitorate“, ha detto Chen.

Chen ha anche scoperto che le previsioni sulle precipitazioni in tutto il mondo non sono state influenzate in modo significativo, poiché possono fare affidamento sulle osservazioni satellitari. Ma marzo, aprile e maggio sono stati relativamente secchi quest’anno nella maggior parte del mondo, quindi gli errori più evidenti potrebbero potenzialmente avvenire all’arrivo delle stagioni degli uragani e dei monsoni.

Il programma di inoltro dei dati meteorologici aeronautici comprende oltre 3.500 aeromobili e 40 compagnie aeree commerciali, che in genere forniscono oltre 700.000 rapporti meteorologici al giorno. Quando Chen ha confrontato l’accuratezza delle previsioni meteorologiche da marzo a maggio 2020 con gli stessi periodi compresi tra il 2017 e il 2019, ha scoperto che le previsioni di quest’anno sono risultate meno accurate per temperatura, umidità relativa, velocità del vento e pressione dell’aria. Questo nonostante il fatto che a febbraio, prima che i voli subissero un impatto significativo, le previsioni meteorologiche fossero più accurate rispetto agli anni precedenti.

Ha scoperto inoltre che le previsioni sulla pressione superficiale e sulla velocità del vento non sono state influenzate nel breve termine (1-3 giorni) ma a lungo termine (4-8 giorni).

A lungo termine, i risultati dello studio suggeriscono che le fonti di dati meteorologici dovrebbero essere diversificate, specialmente nelle aree prive di rilevazioni sistematiche e nelle aree che dipendono fortemente dai voli commerciali“, conclude Chen.

Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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