Published On: ven, Lug 24th, 2020

Hubble osserva i cambiamenti stagionali su Saturno

Saturno, il “Signore degli anelli” del nostro sistema solare. Un pianeta splendido, da molti considerato il più bello dopo la nostra Terra. Il telescopio spaziale Hubble, come da prassi, monitora il gigante gassoso ogni anno: l’immagine allegata all’articolo, ottenuta quando il pianeta si trovava a 1,35 miliardi di km da noi, mostra l’estate dell’emisfero settentrionale.
Il telescopio ha rilevato una serie di piccole tempeste periodiche e diverse bande che sembrano modificare il proprio colore ad ogni osservazione.
L’atmosfera del pianeta inanellato è principalmente composta da idrogeno ed elio con tracce di ammoniaca, metano, vapore acqueo e idrocarburi che gli conferiscono un colore bruno-giallastro.

Hubble ha fotografato una leggera foschia rossastra sull’emisfero settentrionale, dovuta probabilmente al riscaldamento causato dall’aumento della luce solare, che potrebbe cambiare la circolazione atmosferica o forse rimuovere i ghiacci dagli aerosol nell’atmosfera. Un’altra teoria è che l’aumento della luce solare nei mesi estivi stia modificando la quantità di foschia fotochimica. “Da qualche anno siamo in grado di assistere ai cambiamenti stagionali su Saturno“, ha dichiarato l’investigatrice principale Amy Simon del Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, nel Maryland. Al contrario, il polo sud appena visibile ha una tonalità blu, che riflette i cambiamenti nell’emisfero invernale.

Gli anelli sono per lo più composti di pezzi di ghiaccio, con dimensioni che variano da piccoli granelli a massi giganti. Come e quando si siano formati rimane uno dei più grandi misteri del nostro sistema solare. La saggezza convenzionale è che essi abbiano la stessa età del pianeta, valutabile in oltre 4 miliardi di anni. Tuttavia, poiché gli anelli sono molto luminosi – come la neve appena caduta – una teoria in competizione è che potrebbero essersi formati durante l’età dei dinosauri. Molti astronomi concordano sul fatto che non esiste una teoria soddisfacente che spieghi come gli anelli potrebbero essersi formati solo nelle ultime centinaia di milioni di anni. Tuttavia, le misurazioni della sonda spaziale Cassini su piccoli granelli che piovono nell’atmosfera di Saturno, suggeriscono che gli anelli possano durare soltanto per altri 300 milioni di anni.

In questa esposizione sono chiaramente visibili due delle lune ghiacciate di Saturno: Mimas a destra ed Encelado in basso.

Questa immagine è stata presa come parte del progetto OPAL (Outer Planets Atmospheres Legacy). OPAL sta aiutando gli scienziati a comprendere le dinamiche atmosferiche e l’evoluzione dei pianeti giganti gassosi del nostro sistema solare. Nel caso di Saturno, gli astronomi continuano a seguire le mutevoli condizioni meteorologiche e le sue tempeste.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it