Published On: mar, Set 15th, 2020

L’Artico verso un nuovo regime climatico?

Le condizioni meteorologiche alle alte latitudini sono sempre variate, facendo registrare di anno in anno condizioni diverse ma periodiche. Ora, secondo un nuovo studio degli scienziati del National Center for Atmospheric Research (NCAR), l’Artico si è riscaldato in modo così significativo che la sua variabilità da un anno all’altro si sta muovendo al di fuori di qualsiasi fluttuazione, segnando la transizione verso un ‘nuovo regime climatico’.

È un periodo di cambiamenti così rapidi che le osservazioni dei modelli meteorologici passati non mostrano più cosa ci si può aspettare il prossimo anno. L’Artico sta già entrando in un clima completamente diverso rispetto a pochi decenni fa“, sostiene Laura Landrum, autore principale dello studio.

L’estremo nord si sta riscaldando più rapidamente rispetto alle regioni a latitudine inferiore, a causa di un processo noto come amplificazione artica. I cambiamenti nel clima sono così profondi che l’estensione media del ghiaccio marino a settembre, quando raggiunge il suo minimo annuale, è diminuita del 31% dal primo decennio dell’era satellitare (1979-88).

Nel nuovo studio, Landrum e la sua coautrice, la scienziata dell’NCAR Marika Holland, hanno scoperto che il ghiaccio marino artico si è sciolto in modo così significativo negli ultimi decenni che anche un anno insolitamente freddo non avrà più la quantità di ghiaccio marino estivo che esisteva fino alla metà del XX secolo. Anche le temperature autunnali ed invernali saranno abbastanza calde da entrare in un clima statisticamente distinto entro la metà di questo secolo, seguito da un cambiamento stagionale delle precipitazioni che si tradurrà in mesi aggiuntivi in ​​cui cadrà la pioggia invece della neve.

Secondo il team, il ciclo stagionale delle precipitazioni cambierà drasticamente entro la metà del secolo. Se le emissioni persisteranno a un livello elevato, la maggior parte delle regioni continentali sperimenterà un aumento della stagione delle piogge di 20-60 giorni e di 60-90 giorni entro fine secolo. In alcune regioni artiche, la pioggia potrà verificarsi in qualsiasi mese dell’anno.

La grande quantità di dati ha permesso loro di definire statisticamente i confini climatici del ‘vecchio Artico’, o quanta variabilità può verificarsi naturalmente di anno in anno, e quindi di identificare quando il riscaldamento causato dall’uomo spingerà l’Artico oltre quei limiti naturali e in un nuovo clima.
Le proiezioni future utilizzate per lo studio si basano su uno scenario di fascia alta per le future emissioni di gas a effetto serra, una traiettoria nota come RCP 8.5. Il documento rileva, tuttavia, che la riduzione delle emissioni ridurrebbe l’entità del cambiamento climatico.

Seguendo questo trend, nei prossimi decenni dovremo cambiare la nostra definizione di clima artico.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it