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Una nuova specie di pterosauro in Marocco

Credit: Megan Jacobs, Università di Portsmouth

Una nuova specie di piccolo pterosauro, di dimensioni simili a un tacchino e quindi diverso da qualsiasi altro visto prima, è stato scoperto grazie ad un pezzo di becco fossilizzato. Un ritrovamento sorprendente che si pensava facesse parte della spina dorsale di un pesce, ma che un team di paleontologi delle Università di Portsmouth e Bath ha smentito grazie alla consistenza insolita dell’osso, vista solo negli pterosauri.

Il professor David Martill dell’Università di Portsmouth, coautore dello studio, ha dichiarato: “Non abbiamo mai visto nulla di simile a questo piccolo pterosauro prima d’ora. La forma bizzarra del becco è così unica che all’inizio i fossili non sono stati riconosciuti.

Un’attenta ricerca degli strati di Kem Kem del tardo Cretaceo del Marocco, dove è stato trovato questo particolare osso, ha rivelato ulteriori fossili dell’animale, il che ha portato il team a concludere che si trattava di una nuova specie con un becco lungo e sottile, come quello di un Apteryx (Shaw, 1813).

Autore principale del progetto, lo studente Roy Smith dell’Università di Portsmouth. La nuova specie,  Leptostomia begaaensis, usava il becco per sondare la terra e il fango alla ricerca di prede nascoste come vermi, crostacei e forse anche piccole vongole dal guscio duro.

Gli pterosauri sono i cugini meno conosciuti dei dinosauri. Sono conosciute oltre 100 specie di questi rettili alati, alcuni grandi come un jet da combattimento e altri piccoli come un passero. Le diete e le strategie di caccia degli pterosauri erano diverse: probabilmente mangiavano carne, pesce e insetti, anche se gli esemplari giganti probabilmente mangiavano quello che volevano.

Alcune specie cacciavano cibo in volo, altre inseguivano la preda a terra. Ora, i frammenti di questo straordinario piccolo pterosauro mostrano uno stile di vita precedentemente sconosciuto“, spiega il professore.

I becchi lunghi e sottili si sono evoluti in molti uccelli moderni. Quelli più simili al Leptostomia sono gli uccelli esploratori, come il piovanello, il kiwi, il chiurlo, l’ibis e l’upupa. Alcuni di questi uccelli si nutrono di lombrichi nella terra, mentre altri si nutrono lungo spiagge e piane di marea, nutrendosi di vermi di setola, granchi violinisti e piccole vongole.

L’antico pterosauro avrebbe probabilmente potuto fare entrambe le cose, ma la sua presenza nella formazione geologica di Kem Kem dell’Africa dell’era Cretaceo, che rappresenta un ricco ecosistema di fiumi ed estuari, suggerisce che sia stata attratto lì per nutrirsi di prede acquatiche.

Si potrebbe pensare che lo pterosauro imiti la strategia usata con successo dagli uccelli moderni, ma è stato lo pterosauro ad arrivare per primo“, ha detto il dottore. “Gli uccelli hanno appena reinventato ciò che gli pterosauri avevano già fatto decine di milioni di anni prima“.

La nuova specie mostra come, più di un secolo dopo la scoperta degli pterosauri, ci sia ancora tanto da imparare su di essi. Stiamo sottovalutando la loro diversità perché la documentazione sui fossili ci fornisce un’immagine solo parziale.

I fossili di pterosauro si conservano tipicamente in ambienti acquosi – mari, laghi e lagune – perché l’acqua trasporta i sedimenti per seppellire le ossa. Gli esemplari che volavano sull’acqua per cacciare i pesci tendevano a cadere e morire, quindi sono comuni come fossili. Quelli che cacciavano lungo i margini dell’acqua si sono preservati più raramente e molti degli habitat interni potrebbero non preservarsi mai come fossili.

C’è un modello simile negli uccelli. Se a nostra disposizione ci fossero soltanto i loro fossili, probabilmente penseremmo che gli uccelli erano per lo più acquatici come pinguini, pulcinelle di mare, anatre e albatros. Anche se sono una minoranza della specie, i reperti fossili sono più numerosi e qualitativamente migliori rispetto agli uccelli terrestri come colibrì, falchi e struzzi“.

Nel tempo sono state scoperte sempre più specie di pterosauri con stili di vita diversi. Questa tendenza, suggerisce il nuovo pterosauro, è probabile che continui.

Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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