Published On: mer, Nov 11th, 2020

Da due ingegneri italiani una mini-stazione meteo da viaggio

Due ingegneri elettronici, Juri Iurato e Timoteo Galia, sfruttando le proprie competenze e la grande passione per la meteorologia e lo sport, hanno scelto di fornire un servizio alla comunità mettendo a punto una piccola stazione meteorologica portatile. L’hanno chiamata Meteotracker e rappresenta un piccolo gioiello grande quanto il palmo di una mano, destinato a chiunque abbia voglia o necessità di rimanere informato sulle condizioni meteorologiche in viaggio.

L’UTILITA’ DI UNA STAZIONE DA VIAGGIO – La temperatura dell’aria a determinate condizioni, specie in un territorio assai complesso e in assenza del fenomeno di rimescolamento dei bassi strati (come il vento e/o la copertura nuvolosa), può variare anche sensibilmente nell’arco di poche decine o centinaia di metri. Ciò si verifica in relazione all’orografia del luogo, al tipo di suolo, al periodo di riferimento e in relazione alle condizioni meteorologiche presenti al momento della rilevazione. Tali variazioni, per ovvi motivi, non possono essere misurati da una postazione fissa, la quale si limita al corretto valore rilevato nei pochi metri quadrati adiacenti alla stazione di rilevamento.

Credit: Kickstarter.com

La rete meteorologica ufficiale italiana, ad esempio, gestita dall’Aeronautica militare, rileva i valori meteorologici ai fini di meteorologia aeronautica, di promuovere una standardizzazione dei rilevamenti meteorologici per rendere uniformi le pubblicazioni statistiche e delle osservazioni, e di modellistica previsionale.

Tali rilevazioni vengono svolte dalle cosiddette stazioni “sinottiche“, in grado di rilevare dati sostanzialmente indicativi per una porzione di territorio vasta (circa 100 km). Si tratta di un’informazione limitata che non tiene conto di rilevazioni mesoclimatiche e che necessita di una certa uniformità di dati.
Una politica che esclude le rilevazioni in aree soggette a forti e locali raffreddamenti radiativi, nei boschi o sulle sponde di un piccolo lago. Esempi di luoghi scoperti, a cui rimediano solo in parte le restanti stazioni amatoriali o di enti regionali.

L’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) ha stabilito che le stazioni fisse debbano distinguersi in relazione allo scopo della misura e alla valutazione della scala spaziale alla quale deve essere rappresentativa. Ecco, pertanto, che pur scindendo lo scopo a cui queste sono destinate, a quella sinottica si è compresa l’utilità delle rilevazioni in ambito agro-meteorologico e topo-climatico, capaci di formulare modelli previsionali di aree limitate; tuttavia, anche una rete fissa particolarmente densa non potrà mai osservare le differenze termiche che una stazione mobile può svelare, dal momento che è capace di rilevare dati con una risoluzione spaziale molto elevata.

Credit: Kickstarter.com

UN SISTEMA BREVETTATO – Rilevare la corretta temperatura dell’aria richiede l’utilizzo di sensori inseriti in appositi schermi solari o capannine. Ciò si rende necessario affinché il dato non risulti falsato dalla luce solare diretta pur garantendo al sensore una buona circolazione dell’aria. Strumenti che a causa dell’elevato costo non sono sempre accessibili a tutti. Inoltre, sono oggetti ingombranti che poco si adattano a divenire un osservatorio mobile. E’ proprio per l’assenza di schermi solari che i sensori delle auto o delle farmacie, in presenza di raggi solari diretti o in presenza di neve o pioggia, tendono a misurare valori termici falsati per eccesso o per difetto.

Meteotracker utilizza un multi-sensore che implementa un sistema (brevettato) in grado di correggere l’errore dovuto alla radiazione solare. È infatti dotato di due sensori di temperatura che, con uno schema differenziale, consentono di rimuovere dal dato di temperatura la componente dovuta al riscaldamento prodotto dal sole; il cosiddetto “errore radiativo”. Lo schema, pertanto, consente di misurare l’esatta temperatura dell’aria rispetto a quella della superficie interessata anche in assenza di schermatura, occupando un volume e un peso molto piccolo.

Credit: Kickstarter.com

ALTRE APPLICAZIONI PRATICHE – Una delle caratteristiche più interessanti è la velocità di campionamento, che consente di cogliere, a differenza dei termometri delle auto, le più piccole variazioni termiche tra aree adiacenti. Ciò consente di rilevare eventuali aree soggette all’inversione termica o ai venti di caduta durante le avvezioni calde. Ma anche stabilire le differenze termiche tra versanti opposti, la mitigazione fornita da mari e laghi rispetto alle aree più “continentali”, il profilo termico-igrometrico se utilizzato nel volo libero o semplicemente la differenza termico-igrometrica tra altitudini diverse.

L’inserimento dei dati in una community consentirà un archivio importante di tutte le rilevazioni svolte, e le informazioni diffuse in tempo reale consentiranno a chiunque di valutare le condizioni meteorologiche, anche nella modalità street view. Un servizio utilissimo per la comunità corredato dagli scatti fotografici che lo strumento è capace di acquisire attraverso lo smartphone. Inoltre, il team sta implementando numerose altre funzioni, tra cui la possibilità di visionare la temperatura delle superfici per la prevenzione di incendi boschivi, ma anche l’idea di implementare un anemometro ultrasonico.
Tutti i dati saranno acquisiti attraverso un’APP che consentirà la visualizzazione di mappe e grafici dell’altitudine, della posizione, della pressione atmosferica, dei raggi UV, della lettura delle polveri sottili, dell’umidità relativa e di tanti altri parametri.

CONCLUSIONI – Dalla Svezia agli Usa, dall’Italia al Canada passando per la Germania e la Spagna, oltre 45 unità di test hanno contribuito ad implementare le opportune migliorie. Ora, dopo la fase iniziale di test avvenuta nel 2017, lo strumento è approdato sulla piattaforma statunitense Kickstarter, dalla quale è possibile prenotarlo e visionare i più minuziosi e raffinati dettagli.

Bibliografia: meteotracker.com

About the Author

- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it