Published On: dom, Nov 20th, 2022

La notte polare di Utqiagvik (Alaska)

Utqiagvik, una piccola città nel nord dell’Alaska, non vedrà la luce diretta del sole per i prossimi due mesi. E’ la notte polare, il fenomeno che interessa i poli e che si verifica grazie all’inclinazione dell’asse terrestre.

Utqiagvik e la sua notte polare

Un tempo nota come Barrow, la località conta una popolazione di poco più di 4300 abitanti. Si trova a nord del circolo polare artico (71,2° di latitudine), sull’oceano omonimo e ogni anno resta immersa nell’oscurità per quasi 70 giorni. E’ nota per le sue temperature rigide che possono anche raggiungere decine di gradi sottozero (record di -54°C), a cui si aggiungono venti estremamente intensi.
Una condizione difficile che, dati alla mano, influenza anche l’umore della cittadinanza. Tuttavia, tale condizione viene sopperita con un’estesa luce diurna estiva, dove la nostra stella non tramonta mai da Maggio ad Agosto, dando origine al noto fenomeno del “Sole di mezzanotte“. Al solstizio d’inverno, che cadrà il 21 dicembre, il sole sarà ancora 4,7 gradi sotto l’orizzonte a mezzogiorno. Riemergerà dal suo lungo sonno solo nel mese di Gennaio.

SEI MESI DI BUIO, UN MITO DA SFATARE

E’ un mito comune che la regione artica, così come quella antartica, vivano sei mesi di luce e sei mesi di oscurità. Un’evidenza che i libri di geografia, i vari articoli e le guide turistiche continuano a riportare, in quanto valutano il termine “notte” come la presenza del Sole sotto l’orizzonte. In realtà quando il Sole scende di poco sotto la linea dell’orizzonte, si ha il fenomeno del crepuscolo.

Ogni volta che il bordo più alto del Sole è inferiore a 18 gradi sotto l’orizzonte, si verifica il limite del crepuscolo astronomico, oltre al quale ne esistono altri due tipi: quello civile, che si verifica quando il Sole è sotto di 6°, e quello nautico, ossia quando la nostra stella scende a 12 gradi sotto l’orizzonte.

Immagine di pubblico dominio

Nel primo caso è ancora possibile continuare la maggior parte delle attività quotidiane all’aria aperta. Una condizione che anche alle nostre latitudini non viene definita come notte.

Il momento in cui sono realmente necessari i fari artificiali, invece, coincide generalmente con la fine del crepuscolo, che interessa il Polo Nord sino all’8 Ottobre. Nel caso del crepuscolo nautico, l’orizzonte diviene difficile da discernere, ma il termine di questa fase, a fine Ottobre, viene identificata dalla maggiorparte delle persone come notte. Dal crepuscolo astronomico, che cade in Novembre, la regione artica vedrà realmente la mancanza totale di luce sino al 29 Gennaio, quando il cielo tenderà nuovamente a schiarirsi.

Quindi, in relazione a ciò, la fase di buio totale al Polo dura quasi 11 settimane, non certamente sei mesi.

About the Author

- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it