Published On: mer, Dic 6th, 2023

Il 2023 è l’anno più caldo mai registrato: tensioni alla COP28 di Dubai

Il 2023 è ufficialmente l’anno più caldo mai registrato. Ciò sta determinando crescenti tensioni alla Conferenza delle Parti sul Clima delle Nazioni Unite (COP28) a Dubai, dove i potenti della Terra sono tenuti ad affrontare la spinosa questione dei combustibili fossili. Mercoledì, i negoziatori si sono confrontati sulla bozza di un possibile accordo globale sul clima, con l’aspettativa che sia “probabilmente” resa pubblica prima del 12 dicembre.

La temperatura atmosferica in aumento ha posto il destino del petrolio, del gas e del carbone al centro delle discussioni, poiché questi rappresentano i principali motori del riscaldamento globale causato dall’attività umana. Le divisioni sul futuro di tali combustibili hanno dominato la conferenza, mentre i rappresentanti di quasi 200 paesi negoziano su un testo che riflette i progressi compiuti nella limitazione del riscaldamento. Le linee di battaglia sono state tracciate precedentemente sull’opportunità di “eliminare gradualmente” o “ridurre gradualmente” i combustibili fossili.

DUE OPZIONI

Emergono ora due opzioni cruciali: un impegno per un’eliminazione “ordinata e giusta” potrebbe rappresentare un compromesso, offrendo ai paesi tempistiche differenziate in base al loro sviluppo e alla dipendenza dagli idrocarburi. Tuttavia, c’è anche la possibilità di evitare completamente di menzionare i combustibili fossili, riflettendo l’opposizione di nazioni come Arabia Saudita, Russia e Cina. Martedì sera, l’India si è unita all’opposizione contro la menzione di settori o fonti energetiche specifici. La bozza di accordo attuale prevede la possibilità di eliminare gradualmente i combustibili fossili o di evitare completamente di affrontare la questione, creando le basi per negoziati intensi che si concluderanno la prossima settimana.

Tuttavia, paesi vulnerabili ai cambiamenti climatici stanno spingendo per una posizione più dura sui combustibili fossili. L’alleanza dei piccoli stati insulari ha invitato i principali emettitori a rafforzare i loro impegni, inclusa l’eliminazione graduale dei combustibili fossili e la fine dei sussidi entro il 2025, con un obiettivo di dimezzare le emissioni globali entro il 2030.

LA NUOVA BOZZA

Credit: COPERNICUS/ECMWF, ERA5

Gli esperti climatici avvertono che il riscaldamento globale potrebbe superare il limite di 1,5°C concordato a Parigi entro sette anni. La nuova bozza del testo negoziato, attesa mercoledì, sarà presentata in una grande riunione plenaria, facendo il punto sulla prima settimana di colloqui in vista di una giornata di riposo giovedì.

Nel frattempo, il monitor climatico europeo ha dichiarato che il 2023 sarà l’anno più caldo mai registrato, con novembre che ha segnato il sesto mese consecutivo da record. Le temperature globali medie del 2023 sono risultate essere 1,46 gradi Celsius più calde rispetto ai livelli preindustriali. Mentre gli eventi meteorologici estremi legati al cambiamento climatico si intensificano, l’urgenza di affrontare la questione dei combustibili fossili diventa sempre più evidente.

About the Author

- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013, si occupa di cronaca scientifica dal 2011, anno di inizio del praticantato. Dal 2007 al 2014 ha condotto degli studi mesoclimatici sui raffreddamenti radiativi delle doline di origine carsica e sull’esondazione del cold air pool. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it