Published On: Mar, Feb 17th, 2026

Olimpiadi di Cortina: willkommen in Tirol?

Queste settimane di Olimpiadi e geopolitica hanno risvegliato in noi sentimenti patriottici di basso profilo, nazionalismo da divano ed una passione inopinata per le scopette, che magari ci ha fatto ripulire casa. Le Olimpiadi di quest’anno sono “diffuse”, con l’obiettivo appunto di diffondere, auspicabilmente non diluire, emozioni e riflettori.

Le Olimpiadi, in questa logica, non riguardano solo Milano e Cortina d’Ampezzo, ma sconfinano in Trentino Alto Adige/Südtirol, con un palcoscenico importante soprattutto per Anterselva/Antholz e Predazzo. Ben da prima dell’inizio delle Olimpiadi ci sono state delle iniziative di stampo politico con affissioni di benvenuto in un Tirolo “riunificato” (wiedervereinten), lo stesso Tirolo che, per l’iniziativa dei Freiheit di Eva Klotz, ospiterebbe queste Olimpiadi.

Non è questa la sede per ripercorrere la storia secolare della regione storica del Tirolo, oggi ricalcata dalla regione transfrontaliera dell’Euregio, che promuove iniziative sinergiche nel campo di cultura, trasporti e, almeno nelle intenzioni, sanità. Mi sembra però interessante far notare come il Comune di Cortina d’Ampezzo (Articolo) si espresse a favore dell’annessione al Trentino Alto Adige/Südtirol già nel 2007, assieme ad altri due comuni veneti. Da un articolo de “Il Giornale” del tempo ho eseguito semplici elaborazioni ottenendo la percentuale di sì nei tre Comuni:

Percentuali di “Sì” per Comune al quesito referendario sul passaggio al TAA

Al tempo ero un giovane uomo, e ricordo i toni trionfali del sindaco di Cortina che, intervistato dalle TV locali, improvvisava una vulgata ladina per corroborare con un minimo di credibilità una mossa dettata solamente dall’opportunismo. Forse commetterei imperdonabili cadute di stile dicendo che a Cortina non si parla ladino, ma piuttosto romanesco e che le cronache sono più ricche di blitz delle fiamme gialle che di eventi culturali; e proprio non ho resistito alla tentazione.

L’iniziativa referendaria non ha avuto, ad oggi, seguito politico ed è rimasta una sorta di provocazione, visti anche i dubbi fondamenti del quesito proposto. Mi risulta che l’unico caso di successo in questo senso sia quello di Sappada, comune che è riuscito a passare dal Veneto, ancora lui, ad un’altra Regione a Statuto Speciale, il Friuli Venezia Giulia.

Le provocazioni ampezzane o tirolesi fanno eco e portano alla ribalta antichi malcontenti più o meno motivati; il palcoscenico delle Olimpiadi fa cassa da risonanza a queste istanze, soprattutto a quella tirolese, che ha visto numerosi atleti della Provincia di Bolzano salire sul podio ed accennare col labiale un “Brudern von Italien” che, personalmente, fa simpatia.

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- ingegnere per l’ambiente ed il territorio, laureato a Trento, si è sempre occupato di progettazione idroelettrica, mercato dell’energia, idraulica ed ambiente. Ha numerose esperienze lavorative internazionali (Brasile, Africa centrale, Australia) ed una passione per la geografia e la cultura classica. Questa passione lo ha portato a laurearsi in geografia nel 2020 con una tesi sugli itinerari culturali. Velleità da periegeta e da geografo naïve non lo distolgono dal grande obiettivo di sensibilizzare le persone rispetto al tema dell’energia, della sua produzione, del risparmio ed in un’ultima analisi della strategica importanza che questa commodity riveste. Il progetto GeoMagazine lo ha convinto sin dall’inizio e, oltre che alla produzione di articoli tra scienza e contaminazioni umanistiche, a rivestire il ruolo di editore di questa pagina di comunicazione scientifica ed ambientale, con l’obiettivo di renderla un canale di informazione imparziale ed obiettivo, lontano da semplificazioni, sottintesi e qualunquismo. Un canale che si rivolge ad un pubblico variegato in termini di età e formazione, ma che si pone una regola ferrea: analizzare i problemi, suffragarli, e spiegarli in modo semplice. Lo story telling che si può invece scorgere negli articoli più leggeri vuole essere una posa di positivismo ed un’ispirazione verso mondi inesplorati, fuori e dentro di noi.