Published On: Sab, Apr 4th, 2026

Educazioni (non solo civica)

Era il 2018 quando l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) chiese a gran voce di reintrodurre nelle scuole l’educazione civica. Una materia sparita dai radar per anni, un’assenza che aveva progressivamente allontanato i ragazzi dalla conoscenza della Costituzione e dalle basi del diritto pubblico. A quei tempi ero membro di ANCI Giovani e ricordo bene che quella non fu una semplice battaglia ideologica, ma un tassello fondamentale per riportare un insegnamento cruciale tra i banchi.

Dopo un’importante raccolta firme che raggiunse quasi quota 80 mila adesioni, ben oltre il limite delle 50 mila richieste per una proposta di legge di iniziativa popolare, il Parlamento approvò la norma. Così, dall’anno scolastico 2020/21, l’educazione civica è tornata a essere materia d’insegnamento in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Eppure, non fu una sfida facile: ricordo lunghe discussioni con chi sosteneva che bastasse “diluire” i temi civici tra le ore di storia e geografia. Al contrario, credo fermamente che restituire a questa disciplina una sua autonomia e dignità sia stato un atto di civiltà necessario.

Tuttavia, l’educazione civica non può restare un caso isolato. Se vogliamo davvero formare i cittadini di domani, servono altre “educazioni” che oggi la scuola fatica a sistematizzare. Penso all’educazione sessuale e affettiva, spesso al centro di sterili polemiche, ma vitale, e all’educazione sanitaria, per fornire ai giovani le basi del primo soccorso. Non meno importante sarebbe l’educazione alimentare: ricevere nozioni da esperti durante l’adolescenza aiuterebbe a prevenire disturbi e promuovere il benessere.

Dal campo medico a quello finanziario: quanto sarebbe prezioso insegnare ai giovani a gestire i risparmi e a muoversi con consapevolezza verso l’indipendenza? In un mondo di promesse di guadagni facili e volatilità delle criptovalute, educare al valore del denaro significa evitare che molti facciano “il passo più lungo della gamba”.

Uno spunto interessante arriva anche dallo sport. Durante i recenti Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026, dominati dalla Norvegia, è emerso con forza il valore del modello scandinavo: fino a 13 anni non esiste l’esasperazione della competizione. Lo sport è inclusione, un diritto di tutti dove nessuno deve sentirsi “meno forte”. I campioni emergono dopo, con la maturità, e i risultati globali lo confermano. Perché allora, nelle nostre scuole, non trasformiamo l’ora di ginnastica in vera educazione sportiva?

Infine, non possiamo ignorare le piaghe che affliggono i nostri ragazzi: il bullismo e la difficoltà nel gestire l’emotività. Dedicare tempo e spazio a questi temi, insieme all’educazione ambientale, chiave per la sopravvivenza del pianeta, non è più un optional, ma un’urgenza.

Certo, le ore scolastiche sono limitate e discipline come matematica, scienze e letteratura restano i pilastri della nostra istruzione. Ma dare dignità a questi “nuovi” insegnamenti significa restituire alla scuola il suo ruolo più nobile, oggi forse un po’ sbiadito: quello di istituzione cardine nella formazione umana e sociale delle future generazioni.

About the Author

- Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia. Per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche. * Contatti: giuseppe.cutano@geomagazine.it * * IG: @latitude_45