Ora solare 2026, lancette indietro di un’ora: perché lo facciamo ancora?
C’è chi domani mattina si sveglierà riposato, chi si concederà un’ora in più sotto le coperte e chi, inevitabilmente, si domanderà perché alle cinque del pomeriggio sembri già sera. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre torna l’ora solare: alle 3 le lancette andranno spostate indietro alle 2.
Ma da dove nasce questa abitudine che, due volte all’anno, ci invita a fare i conti con il tempo?
Un’idea nata per risparmiare energia
L’intuizione di sfruttare meglio la luce naturale ha radici lontane. Nel 1784 Benjamin Franklin, durante il suo soggiorno a Parigi, pubblicò una proposta ironica per risparmiare sulle candele svegliandosi prima al mattino. L’idea moderna di cambiare l’orario per adattarlo alla luce del giorno arrivò più tardi, ma fu soprattutto la Prima guerra mondiale a renderla una soluzione concreta.
Nel 1916, infatti, la Germania e l’Impero austro-ungarico introdussero l’ora legale per ridurre il consumo di carbone e sfruttare maggiormente la luce naturale. Altri Paesi seguirono l’esempio, tra cui l’Italia.
Il principio era semplice: spostare in avanti le lancette durante la bella stagione per godere di più luce nelle ore serali e, in autunno, tornare all’orario solare.
Un’ora in più, ma il sole non cambia
Con il ritorno all’ora solare, domenica dormiremo teoricamente un’ora in più. In compenso, il buio arriverà prima nel pomeriggio. Il Sole, naturalmente, non si sposta: cambiano soltanto i nostri orologi e il modo in cui organizziamo la giornata.
Oggi il risparmio energetico legato al cambio dell’ora è ancora oggetto di valutazioni, mentre il dibattito sulla possibilità di abolire il passaggio stagionale tra ora legale e ora solare continua in Europa.
Per ora, però, la tradizione resiste. E forse possiamo prenderla con filosofia: se l’autunno ci ruba un po’ di luce alla sera, almeno per una notte ci restituisce sessanta minuti tutti nostri.
Un’ora da dedicare al sonno, a una colazione lenta o a una passeggiata tra i colori autunnali. Perché il tempo non si può fermare, ma ogni tanto possiamo provare a godercelo un po’ di più.












