Published On: Sab, Ott 24th, 2026

GeoPolitica: fra USA, Israele e Europa le elezioni che possono cambiare gli equilibri

Questa fine d’anno 2026 e il 2027 vedranno importanti tornate elettorali in tutto il mondo. Abbiamo già parlato del complicato sistema elettorale in Bosnia ed Erzegovina, dopo le consultazioni di inizio ottobre. Restando nei Balcani, questo weekend sarà tempo di elezioni in Serbia. Il presidente uscente Aleksandar Vučić, spesso in bilico tra Unione Europea e Russia, sfida l’opposizione e i movimenti studenteschi che da mesi protestano per chiedere riforme strutturali e una lotta severa alla corruzione. L’ondata di indignazione era esplosa dopo il crollo della pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad (1° novembre 2024), tragico evento con numerose vittime diventato la miccia per pretendere un Paese più moderno e trasparente. Staremo a vedere se i risultati avvicineranno Belgrado all’UE o alla sfera d’influenza russa, e se si avvierà una stagione di riforme senza che le dinamiche interne finiscano per destabilizzare, sottobanco, i serbi di Bosnia.

Spostandoci in Medio Oriente, martedì 27 ottobre sarà la volta di Israele. Benjamin Netanyahu va alla prova delle urne per cercare l’avallo sul proprio operato, a seguito dei tragici attacchi terroristici del 7 ottobre 2023 e del successivo e devastante conflitto a Gaza. La gestione della guerra, con decine di migliaia di vittime civili in Palestina, ha portato anche all’emissione di un mandato di arresto da parte della Corte Penale Internazionale (CPI) dell’Aja nei suoi confronti per crimini di guerra. Le sorti del voto faranno capire come si ridefiniranno gli equilibri nel Paese della stella di Davide, impegnato su molteplici fronti interni e regionali.

Guardando al continente americano, in Brasile si celebra in queste ore il ballottaggio tra il presidente uscente Lula e Flávio Bolsonaro (Bolsonaro Jr.), figlio dell’ex capo di Stato. Negli Stati Uniti, invece, l’attenzione è tutta rivolta alle attesissime elezioni di Mid-Term del 1° novembre. I sondaggi mostrano un calo nei gradimenti per il presidente Donald Trump. Le elezioni di metà mandato ridisegneranno la composizione di Camera e Senato: si capirà così se Trump potrà continuare a contare sulla maggioranza in Parlamento o se un eventuale indebolimento istituzionale renderà più complessi i suoi ultimi due anni di mandato alla Casa Bianca.

Tornando in Europa, a fine novembre 2026 si voterà in Spagna. Il primo ministro Pedro Sánchez, dimessosi nelle ultime settimane a seguito della sfiducia incassata in Parlamento legata all’emergenza abitativa e agli sfratti, ha convocato nuove elezioni anticipate. Si vedrà se la destra riavrà la guida del Governo o se i socialisti riusciranno a confermarsi alla guida del Paese iberico.

Dai cugini transalpini, con la conclusione del mandato del Presidente Emmanuel Macron, si andrà alle urne per le presidenziali della primavera 2027. Le accese proteste studentesche e di piazza degli ultimi tempi hanno restituito il quadro di un Paese fortemente spaccato. Marine Le Pen e il Rassemblement National appaiono favoriti per il primo turno, mentre a sinistra il fronte appare frammentato, anche se la coalizione guidata da Jean-Luc Mélenchon punta a giocarsi il ballottaggio decisivo al secondo turno.

Chiudiamo guardando in casa nostra. In Italia la campagna elettorale si fa già sentire da mesi. La data ufficiale non è stata ancora fissata, ma si voterà a partire dalla primavera 2027, con Giorgia Meloni che punta a un secondo mandato dopo un percorso di governo già da primato per durata nella storia repubblicana. Non mancano gli elementi di novità nel centrodestra, tra cui le tensioni nate dalla fuoriuscita del Generale Roberto Vannacci dalla Lega per fondare il movimento “Futuro Nazionale”, intenzionato a intercettare l’elettorato conservatore deluso. Sul fronte opposto del “campo largo”, PD e M5S con la diarchia Schlein-Conte sono chiamati a individuare una leadership unitaria: si parla dell’ipotesi primarie, anche se non vi sono ancora date o garanzie definitive sulla loro realizzazione. Se nell’area di centrodestra la mappa delle alleanze si riassesta, altrettanta incertezza si registra nell’area riformista e di centro. La competizione appare al momento un testa a testa tra le coalizioni principali, dove l’esito finale potrebbe dipendere dall’apporto delle forze di centro di Matteo Renzi e Carlo Calenda e dai consensi raccolti dalla nuova formazione del Generale Vannacci.

Quindi le prossime tornate elettorali fra 2026-2027 potrebbero consegnarci un nuovo scenario geopolitico, ridefinendo gli equilibri e gli assetti di potere su scala globale. Staremo a vedere.

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- Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia. Per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche. * Contatti: giuseppe.cutano@geomagazine.it * * IG: @latitude_45