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Il controllo di piante e frutta importate dai paesi extra-europei

Gerhard Gellinger Pixabay

Il monitoraggio ed il controllo di piante e prodotti ortofrutticoli, importati da Paesi extra-europei, in Italia è garantito dal servizio fitosanitario nazionale che è l’autorità competente per la protezione delle piante ai sensi dei regolamenti (UE) 2016/2031 e 2017/625, e rappresenta l’autorità unica di coordinamento e di vigilanza in materia di difesa della salute delle piante ai sensi dell’articolo 2 del regolamento (UE)2016/2031. Esso si articola nel Servizio fitosanitario centrale, nei Servizi fitosanitari regionali per le Regioni a statuto ordinario o speciale, nei Servizi fitosanitari delle province autonome per le province di Trento e Bolzano ed è supportato a livello scientifico dall’Istituto nazionale di riferimento per la protezione delle piante individuato nel Centro di ricerca Difesa e Certificazione del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA – DC).

Gerhard Gellinger Pixabay

Con le ultime modifiche apportate dalla nuova normativa fitosanitaria e con il regolamento UE 2019/2148, dal 14 dicembre 2019, vengono attuati tutti i protocolli previsti dal regolamento UE 2016/2031, che disciplina la norma sui vegetali che a seguito della globalizzazione dei mercati, il cambiamento del clima in questi ultimi anni stanno modificando sensibilmente lo scenario della difesa delle piante sia agrarie che forestali. L’introduzione di nuovi organismi nocivi, attraverso la globalizzazione della commercializzazione delle merci vegetali, sta registrando un incremento elevatissimo di danni alle colture tanto da rendere quasi impossibile porre barriere di difesa fitosanitaria ai punti di entrata (porti e aeroporti) di dette merci.

In Europa l’allarme è elevatissimo, tutti gli anni si registra la diffusione di nuove patologie sconosciute all’Europa, a fronte di limitate intercettazioni ai punti di controllo ufficiali. In Italia al momento i controlli sul totale della merce in entrata si attestano circa al  5%.

Negli ultimi 30 anni una legge comunitaria ha tentato di disciplinare i controlli fitosanitari. Ogni Stato membro ha adottato tale norma con legge nazionale organizzando così il proprio sistema di controllo in armonia con gli altri Paesi Europei.

L’Italia con il D.lgs. 214/05 ha organizzato il proprio sistema coordinando le azioni svolte dal Servizio Fitosanitario Nazionale, costituito da un Servizio Fitosanitario Centrale gestito dal MiPAAF (Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali) e da 20 Servizi Fitosanitari delle Regioni e Province autonome.

Il regime di infrazione del 2009 notificato all’Italia con la decisione della Commissione del 19 febbraio 2009 (concernente “Procedura di infrazione 2008/2030 ex art. 226 Trattato CE: Direttiva 2000/29/CE relativa alla tutela fitosanitaria – adozione e comunicazione di provvedimenti necessari ad eradicare organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali”), contesta allo Stato italiano l’inadeguata applicazione delle misure dirette a impedire la diffusione di diversi organismi nocivi prescritte dalla normativa europea e l’omessa notifica della presenza o della comparsa di organismi nocivi sul proprio territorio.

Le contestazioni, sono accentrate sulla carenza di controlli all’importazione, mancanza di adeguati siti per i controlli, mancanza di un sistema informativo adeguato e sul limitato coordinamento tra il servizio centrale e quelli regionali, sulle insufficienti intercettazioni di organismi nocivi, nonché sulla carenza di personale incaricato quali gli Ispettori e Agenti fitosanitari. L’Intesa Stato Regioni dell’aprile 2010 stabilisce di portare a 668 il numero di unità adibite ai controlli a fronte di circa 384 unità presenti. Fino ad ottobre 2019 il numero di Ispettori e Agenti non è cresciuto in maniera significativa, anche se alcune Regioni hanno fatto uno sforzo consistente per adeguarsi.

Con il nuovo Regolamento viene ridisegnato il sistema dei controlli fitosanitari a livello Europeo e anche l’Italia dovrà adeguarsi al recente cambiamento. In questo nuovo scenario si dovranno riorganizzare i Servizi pubblici mentre le imprese professionali dovranno assumersi nuovi ruoli anche in materia di controllo e tracciabilità dei vegetali immessi in commercio. Un grosso impegno organizzativo dovrà essere assunto anche dalle imprese vivaistiche chiamate a garantire sempre più la qualità fitosanitaria dei suoi prodotti.

Gli obiettivi che il nuovo regolamento si prefigge sono:

  • migliorare la forma giuridica e la chiarezza del regime;
  • definire le priorità, aggiornare e potenziare la prevenzione, si prevede infatti di migliorare la definizione delle priorità trasformando gli attuali allegati (I e II della direttiva 2000/29/CE), in cui gli organismi nocivi regolamentati sono elencati in base alle caratteristiche tecniche, a prescindere dalla loro priorità per l’Unione, in elenchi basati sulla logica d’intervento e sulla priorità;
  • aggiornare le modalità con cui viene emesso il passaporto delle piante e i sistemi delle zone protette;
  • prevedere la condivisione delle responsabilità con gli operatori professionali.

Adottando questi nuovi obiettivi, non solo si potranno ottenere colture redditizie ma si potrà anche garantire occupazione, innovazione e sicurezza alimentare. Proteggere la sanità delle piante è essenziale per preservare il patrimonio forestale, paesaggistico e le aree verdi pubbliche e private nell’Unione. La sanità delle piante è importante anche ai fini della tutela della biodiversità e dei servizi ecosistemici.

Gli organismi nocivi provenienti da altri continenti sono particolarmente pericolosi. Le piante e gli alberi europei solitamente non dispongono di un’adeguata resistenza genetica agli organismi nocivi extraeuropei, che spesso non hanno neppure nemici naturali nel nostro continente. Se introdotti in Europa, gli organismi nocivi extraeuropei provocano gravi danni economici. Essi possono infestare specie ospiti che non erano mai state colpite, diffondersi rapidamente da un paese all’altro e provocare una permanente riduzione della resa e un costante aumento dei costi di produzione e di controllo. Le perdite economiche spesso gravi compromettono la redditività e la competitività delle attività agricole e forestali. Inoltre l’insediamento di nuovi organismi nocivi può indurre i paesi terzi a imporre divieti commerciali, penalizzanti per le esportazioni dell’Unione. Non tutti gli organismi nocivi possono essere combattuti con i prodotti fitosanitari e in alcuni casi, anche se possibile, il loro impiego può essere complesso e indesiderato dall’opinione pubblica.

L’attuale quadro normativo dell’UE nel settore fitosanitario intende proteggere le attività agricole e forestali europee impedendo l’ingresso e la diffusione di organismi nocivi extraeuropei. Gli ingenti volumi di importazioni da altri continenti implicano tuttavia un’elevata probabilità di future infestazioni da organismi nocivi extraeuropei.

Se prendiamo in considerazione l’importazione di frutta esotica, secondo gli ultimi dati dell’Eurostat relativi alla media dal 2012 al 2017, possiamo notare che in Italia vengono mediamente importati oltre 200 mila tonnellate (Mt) di frutta esotica all’anno. Di seguito le principali tipologie importate dall’Italia:

  1. Ananas  148,3 Mt;
  2. Banane 40 Mt;
  3. Avocado 10 Mt;
  4. Mango 8 Mt;
  5. Cocco 3,2 Mt;
  6. Papaya 2.5 Mt.

Ovviamente maggiore è il numero di piante e frutta importata e maggiori saranno i rischi di introdurre anche nuove patologie per le nostre colture.  Servono di conseguenza sempre più controlli, che oltre ad individuare nuovi e pericolosi patogeni, siano mirati ad  evitare l’introduzione, fin sulle nostre tavole, di  frutta esotica “nociva”,  poiché i Paesi extra-europei produttori, utilizzano sostanze nocive in quantità e modalità che la comunità Europea vieta categoricamente!!!

  • Fonti bibliografiche e fotografiche: www.politicheagricole.it; www.italfruit.net; regolamenti UE 2016/2031; 2017/625; Riccardo Russu – L’attuale sistema dei controlli fitosanitari in Italia tra luci e ombre;
    Beniamino Cavagna – Analisi del Regolamento 2016/2031: novità del nuovo regime fitosanitario
    e ruolo degli operatori professionali;
    Emilio Resta, Edoardo Sciutti – La produzione ornamentale vivaistica italiana: obblighi e
    opportunità in attuazione del nuovo regime fitosanitario;
    Bruno Caio Faraglia – Verso i necessari adeguamenti normativi e organizzativi del sistema
    delle protezioni delle piante in Italia;
Fabio Chipino: E' laureato in Scienze e Tecnologie Agroforestali ed Ambientali con una tesi sui "cambiamenti climatici in Calabria partendo dall'indice di aggressività delle piogge". E' divulgatore di climatologia e meteorologia, ma non tralascia altre tematiche scientifiche. Contatti: fabio.chipino@geomagazine.it
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