Published On: mer, Mag 27th, 2020

Gli sciami di locuste del deserto sono arrivati in India, la situazione

La locusta del deserto (Schistocerca gregaria), di cui vi avevamo già parlato in questo articolo, sta costituendo una seria minaccia da mesi per l’agricoltura dell’area dell’Africa orientale. Situazione che adesso, come fa notare la FAO, è presente anche nel subcontinente indiano.

La situazione aggiornata della presenza delle locuste, dove gli sciami più attivi sono indicati con i puntini rossi

LA SITUAZIONE – Come già fa notare la FAO, la locusta del deserto è il parassita migratorio più distruttivo del mondo, un mangiatore vorace che si nutre di molte colture fra cui mais, orzo, riso, canna da zucchero, alberi da frutta ed erbe da pascolo. I danni al momento non sono quantificabili in zone come Etiopia, Kenya e Somalia duramente colpite dal fenomeno che, fortunatamente, non costituisce una piaga al momento (la più recente nel 1986-1989). La minaccia, come da previsione della FAO, è arrivata anche in India, dove a Jaipur, capitale dello stato del Rajasthan, il più esteso e occidentale dell’India, nella giornata del 25 maggio si sono registrati sciami di migliaia di individui, testimoniati da numerosi video. Un altro stato dell’India interessato è quello del Maharashtra dove gli sciami hanno interessato, secondo l’Hindustan Times, alcuni villaggi dove si cerca si spargere sostanze chimiche sulle colture per impedirne la devastazione. Le locuste, secondo la dichiarazione del ministero dell’Unione per l’ambiente, sono attualmente attive in Rajasthan, Gujarat, Maharashtra, Uttar Pradesh e Madhya Pradesh, con un avviso per la capitale Delhi.

Il problema principale di questi piccoli esseri è, come detto sopra, l’estrema voracità che porta uno sciame esteso per 1 km2, composto da un numero variabile fra 40 e 80 milioni di individui, a nutrirsi di una quantità di cibo pari a quello mangiato ogni giorno da 35 mila persone. Considerando che gli sciami più grandi possono estendersi per centinaia di km2 e viaggiare fino a 130-150 km in un solo giorno, come accaduto nel Corno d’Africa, vien subito facile pensare al danno prodotto dagli stessi.

Dall’ultimo bollettino del mese attuale della FAO e dalle parole di Keith Cressman, dirigente preposto alla previsione delle locuste presso la medesima organizzazione, risulta che l’attuale impennata negli sciami risulta la più grande in 25 anni in Etiopia e in Somalia, in 26 anni in India e in 70 anni in Kenya. La situazione rimane dunque critica nell’Africa orientale, nello Yemen e nel sud-ovest asiatico.

La previsione delle locuste per i prossimi mesi

LE PREVISIONI – Le previsioni indicano che nuovi sciami si formeranno da metà giugno in poi, in corrispondenza con l’inizio del raccolto, una grave situazione supportata anche da condizioni climatiche particolarmente umide e favorevoli allo sviluppo delle locuste. In condizioni favorevoli infatti le locuste possono aumentare il loro numero di 20 volte in appena tre mesi. C’è dunque il rischio che gli sciami migrino lungo le aree di riproduzione fra India e Pakistan, ma anche in Sudan, dove sono previste piogge fra fine maggio e la seconda metà di giugno, andando ad aggravare il quadro generale. Situazione migliore invece nell’Africa occidentale dove al momento la situazione non desta un particolare rischio, tuttavia si impone cautela. Nello Yemen a giugno è previsto un nuovo aumento della popolazione degli insetti ortotteri che potrebbero sciamare nuovamente nel Corno d’Africa. La situazione invece risulta sotto maggior controllo in Oman, negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita.

Fonti bibliografiche e iconografiche: fao.org / PTI per l’immagine in evidenza

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- Studente laureato in ingegneria ambientale, cura la sezione Energia & Sviluppo sostenibile. E' appassionato e divulgatore di varie tematiche scientifiche. Contatti: cristiano.mancini@geomagazine.it