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La Svizzera, terra di sismi

Edificio danneggiato dal sisma 5,8 di Sierre del 1946. (Fonte SED)

Solitamente si associa la Svizzera alla montagna, al cioccolato ecc, ma non di certo ai terremoti. Invece anche i nostri vicini di casa sono stati e sono soggetti anche a forti scosse sismiche. Il paese alpino,  simbolo del cuore delle Alpi, si trova in mezzo ad una catena montuosa che di certo è attiva.  Le spinte e la collisione fra la placca europea e quella africana sono la principale causa dei movimenti tellurici in terra elvetica.

Mappa di Pericolosità Sismica (Fonte SED)

Dalle mappe storiche sui terremoti l’area più sismica sembra quella meridionale. In particolare le zone a più alta pericolosità sono la valle del Rodano, nel cantone Vallese confinante con la Valle d’Aosta, ma anche l’estremo nord della Svizzera che può essere soggetto a forti sismi. Un’altra particolarità è che in tutto il paese non esistono aree non sismiche, cosa ad esempio che invece si verifica in Italia nel Salento o in Sardegna dove di fatto la sismicità è nulla.

Il Servizio Sismico Svizzero si occupa di monitorare la confederazione mediante 200 sismografi sparsi in tutto il paese. Negli ultimi 40 anni sono stati registrati mediamente almeno 23 terremoti oltre 2,5 gradi della scala Richter e ben 48 lo scorso anno. Da inizio anno sono quasi 500 le scosse telluriche registrate dai sismografi (da quelle impercettibili sotto i 2,5 gradi a quelle più forti) anche se nessuna sopra il 4 grado della scala Richter. Il 23 giugno 2020 una scossa 3,8 si è registrata al confine fra Svizzera e Francia nella zona di Vallorcine (Alta Savoia francese).

La Svizzera annovera fra i dati storici anche scosse molto forti. In particolare si ricorda quello del 25 gennaio 1946, quando a Sierre, nel cantone Vallese, a circa 40 km in linea d’aria da Cervinia (Valle d’Aosta) una scossa pari a 5,8 gradi della scala Richter (e diverse forti successive) provocò 4 vittime e danneggiò oltre 3.500 edifici. Essendo inverno si generarono anche diverse valanghe e frane, che anch’esse contribuirono a fare ulteriori danni. Lo stesso servizio sismico svizzero scrive che la stessa scossa, oggi, visto che la zona si è densamente urbanizzata, potrebbe avere conseguenze ben più gravi.

Sempre secondo i dati storici quella la scossa in assoluto più intensa pare si sia registrata a Basilea il 18 ottobre 1356 e grazie a diversi

Dipinto di Karl Jauslin del sisma di Basilea (Fonte SED)

documenti è stata stimato una magnitudo di 6,6 gradi della scala Richter. La città elvetica, che si trova sulla cosiddetta fossa renana, fu fortemente danneggiata. Dalle cronache pare però che le vittime non furono fortunatamente molte grazie al fatto che alcune scosse premonitrici avevano preceduto quella più forte, così da fare uscire le persone dagli edifici.

Nel 2012 la Confederazione svizzera e il cantone di Basilea hanno fatto una grande esercitazione denominata Seismo12 che ha ipotizzato la stessa magnitudo del terremoto del 1300. I tecnici svizzeri stimano che oggi una scossa del genere sulla città del nord della Svizzera potrebbe avere fino a 6.000 vittime e il 50% degli edifici danneggiati con danni per miliardi di franchi.

Dunque anche il piccolo paese alpino non è esente da questo fenomeno naturale e può benissimo annoverarsi insieme al nostro Paese fra gli stati europei che possono essere soggetti a forti scosse di terremoto.

Fonti bibliografiche: Servizio Sismico Svizzero, SED

Giuseppe Cutano: Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia e per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche.
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