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L’albero che nasce dall’asfalto a Milano

Durante il lockdown abbiamo apprezzato in tutta Italia come la natura si sia in poco tempo riconquistata un pò dei suoi spazi. L’acqua trasparente nelle calle di Venezia, la riduzione degli inquinanti in pianura padana, il Tevere meno inquinato, gli animali che si spingevano fino nei centri abitati indisturbati e tanti altri fenomeni, chiara dimostrazione, dell’allentamento dell’impatto ambientale soprattutto nei centri urbani.

La speranza è che quello che è successo ci faccia un po’ rinsavire su quanto possa essere impattante l’uomo sull’ecosistema e di come bisogna agire al più presto per fare respirare nuovamente le città e quindi anche noi.

Il “Solanum” nel quartiere Sarpi di Milano (Credit FB Social Street Paolo Sarpi)

Spesso, però, la natura è comunque incurante dell’uomo e si riconquista comunque i suoi spazi. E’ il caso dell’albero diventato in pochissimo tempo noto a Milano. Nel quartiere “Paolo Sarpi”,  noto anche come “Chinatown”, tempo fa da una spaccatura su un marciapiede asfaltato è cresciuto un “Solanum Capsicastrum“, una pianta ornamentale che produce della bacche rosse.

La pianta originaria del Sud America, nonostante tutto e non si sa bene come, è riuscita a trovare un clima tale che le permettesse di vegetare anche sotto l’asfalto in una Milano non di certo calda/umida in inverno.

Pare che l’albero secondo i residenti, proprio grazie al lockdown, abbia avuto una maggiore attività vegetativa e così è diventato anche il simbolo della rinascita e della resilienza. Ora i residenti chiedono che l’albero sia tutelato ed è nato un comitato per la salvaguardia di questa piccola pianta. Questo Solanum è di certo un simbolo di una Milano profondamente colpita dall’emergenza Covid19 e che può trarre insegnamento per un futuro più green.

Fonti consultate: Pagina Facebook Social Street Paolo Sarpi, Corriere.it

Giuseppe Cutano: Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia e per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche.
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