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Pietro Micca, l’iconico eroe della salvezza di Torino

Torino, 1706. La città sabauda, la più importante del Ducato di Savoia, era stata coinvolta in una guerra più grande di lei. Le grandi potenze europee si contendevano la spartizione dello scacchiere continentale durante la cosiddetta guerra di successione spagnola. In questo groviglio di alleanze e fronti di guerra Torino cadde sotto l’assedio dei francesi.

Torino e la sua cittadella a forma di stella (Credit Rottatorino)

Fra maggio e settembre 1706 la città subalpina fu accerchiata da circa 45 mila soldati transalpini. L’esercito sabaudo e i torinesi contavano invece su 10 mila uomini arroccatisi in una fortificazione: la cittadella. La città era isolata ma grazie ad una serie di tunnel scavati sotto la cittadella era possibile bypassare le truppe assedianti oppure far saltare la terra sotto i piedi dei francesi minando i tunnel stessi. Inoltre la cittadella era dotata di un importante sistema di pozzi che ha permesso alla città di non morire di sete.

Fra i soldati erano dunque presenti anche tanti minatori che gestivano questi tunnel e fra questi vi era tal Piero Micca. Il giovane soldato, proveniente dall’attuale provincia di Biella, era soprannominato “passepartout” per la sua spiccata capacità di muoversi agevolmente nei sotterranei di Torino.

Pietro Micca in un dipinto di A. Gastaldi (Credit GAM Torino)

Nella notte fra il 29 e 30 agosto 1706 un reparto di francesi aveva scoperto una di queste gallerie e secondo le cronache dell’epoca il giovane Pietro Micca compì il gesto eroico che lo consegnò alla storia. I soldati nemici stavano sfondando la porta che li avrebbe fatti accedere ad un tunnel strategico. Pietro decise subitaneamente e senza esitare di far brillare la galleria dove stavano avanzando i francesi. Per farla saltare serviva una miccia corta poiché se fosse stata lunga i francesi avrebbero avuto il tempo di sfondare la porta e spegnere l’ordigno.

Il giovane biellese piazzò l’ordigno e provò comunque a salvarsi, ma cadde anche la volta della scala da cui stava scappando. Il plotone francese perì sotto la bomba di Micca, ma anche lo stesso soldato piemontese cadde durante quell’eroico gesto.

Non fu di certo l’unico atto eroico da parte di soldati piemontesi, probabilmente ce ne furono anche di più eroici, ma che non passarono alla storia. Grazie a tutte queste azioni di difesa i francesi abbandonarono l’assedio il 7 settembre, circa una settimana dopo l’azione di Micca.

Pietro Micca dunque rappresenta l’intera ed eroica azione di difesa della città e la sua figura è passata

Tunnel sotterraneo di Torino (Credit Museo Pietro Micca)

alla storia come simbolo di difesa estrema. L’iconico personaggio sarà poi anche utilizzata 150 anni dopo durante l’epopea risorgimentale, che qualcuno fa proprio partire da quel gesto. Dopo quella guerra, conclusasi vittoriosamente per la fazione in cui il Piemonte era coinvolto, il Ducato di Savoia divenne per la prima volta stato vero e proprio, poichè le fu concessa la corona di Sicilia.

In onore di Pietro Micca, oltre ad un museo a lui dedicato a Torino, esistono diverse vie in Italia. Sagliano e Andorno, due comuni in provincia di Biella, che si contendono l’origine del giovano soldato-minatore, si chiamano oggi Sagliano Micca e Andorno Micca.

Fonti consultate: Treccani, Museo di Torino, Museo Pietro Micca

Giuseppe Cutano: Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia e per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche.
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