Published On: sab, Mar 20th, 2021

Islanda, l’eruzione fissurale del Fagradalsfjall. Il giorno dopo…

Con ben 32 sistemi attivi nel paese e un’eruzione in media ogni 5 anni, l’Islanda è la regione vulcanica più attiva e vasta d’Europa, sede di un terzo di tutta la lava fluita sulla Terra dal Medioevo. Non a caso è conosciuta come la terra del fuoco (e del ghiaccio, per ovvie ragioni).

La vasta isola del Nord Atlantico confina con il Circolo Polare Artico e si trova a cavallo della dorsale medio atlantica, un vero e proprio canyon che separa la placca tettonica eurasiatica con quella nordamericana, i cui movimenti sono in parte responsabili di queste attività.

L’ERUZIONE

Nella serata di ieri, dopo circa 50.000 terremoti e tremori nel corso di 12 mesi, un’eruzione ha cominciato ad interessare la penisola di Reykjanes, a poche decine di Km dalla capitale Reykjavik. L’aumento del flusso di magma nel sistema vulcanico di Krysuvik è sfociato attraverso un’eruzione fissurale in una valle a Geldingadalur, vicino al monte Fagradalsfjall.

Le immagini riprese dall’elicottero della guardia costiera locale hanno subito fatto il giro del web, ma secondo l’ufficio meteorologico islandese l’eruzione è considerata di piccole dimensioni e non dovrebbe rappresentare un pericolo. Anche perché l’area è praticamente disabitata.

Inoltre si tratta di un’eruzione effusiva, con lava in lento movimento che scorre lungo il suolo, al contrario di quelle esplosive che vomitano nubi di cenere in alto nel cielo.

Credit: AFP

L’evento è cominciato alle 21:45 ora italiana, e si è manifestato a circa 5 Km dalla costa meridionale con flussi di lava che ribollivano e fluivano dalla fessura grande 500-1000 metri. Non ci sono state segnalazioni di caduta di cenere, sebbene ci si aspettassero frammenti di roccia magmatica solidificata e emissioni di gas.

Al pubblico è stato consigliato di stare lontano dalla scena e l’accesso all’area è stato bloccato.
La polizia ha ordinato ai residenti che vivono a est del vulcano di chiudere le finestre e rimanere in casa a causa del rischio di possibile inquinamento da gas trasportato dal vento.

UN SISTEMA INATTIVO DA SECOLI

Il sistema Krysuvik è rimasto inattivo negli ultimi 900 anni, secondo l’IMO, mentre l’ultima eruzione sulla penisola di Reykjanes risale a quasi 800 anni ed è durata circa 30 anni, dal 1210 al 1240.

L’ultima eruzione sull’isola invece è avvenuta a Holuhraun, cominciata nell’agosto 2014 e terminata nel febbraio 2015, nel sistema vulcanico di Bardarbunga, in un’area disabitata al centro dell’isola.

Ben diverso il discorso nel 2010, quando l’eruzione esplosiva del vulcano Eyjafjallajokull inviò enormi nubi di fumo e cenere nell’atmosfera, interrompendo il traffico aereo per più di una settimana.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it