Published On: ven, Set 10th, 2021

Siamo capaci di sfruttare appieno le capacità del nostro cervello?

L’uomo sfrutta soltanto una piccola parte del suo cervello e se riuscisse ad incrementare questa percentuale potrebbe fare qualcosa di inimmaginabile.

E’ un’affermazione nella quale vi sarete imbattuti almeno una volta e che senza dubbio ha suscitato la vostra immaginazione. Una situazione già sperimentata nell’immaginario culturale di registi e psicologi. Ricordiamo, tanto per citare degli esempi, “Limitless” e “Lucy“, due pellicole cinematografiche i cui protagonisti sviluppano poteri in grado di utilizzare il 90% del cervello inutilizzato.

Ma quanto c’è di vero in questa teoria?

LA SCIENZA MODERNA

Recenti prove di neuropsicologia hanno dimostrato che si tratta semplicemente di un mito e che non esiste un’area completamente inattiva. Gli esseri umani, infatti, sfruttano l’intera potenza cerebrale grazie ad una sorta di collaborazione tra aree specifiche. E ciò accade ogni singolo giorno.

Il cervello

Diverse parti del cervello sono responsabili di funzioni specifiche, che si tratti del riconoscimento dei colori o della risoluzione dei problemi. Contrariamente al mito del 10%, gli scienziati hanno dimostrato, grazie a tecniche di imaging cerebrale come la tomografia a emissione di positroni e la risonanza magnetica funzionale, come ogni parte del cervello sia parte integrante del nostro funzionamento quotidiano.

Ad esempio, mentre stai leggendo questo testo sullo smartphone, sul tablet o sul desktop, alcune parti del tuo cervello, comprese quelle responsabili della vista, della comprensione della lettura e dello strumento, saranno più attive.

Per tale motivo il cervello non può subire danneggiamenti nemmeno a piccole aree. Un danno all’area di Broca, ad esempio, ostacolerebbe la corretta formazione delle parole e il linguaggio fluente, sebbene la comprensione generale del linguaggio rimarrebbe intatta.

Un’altra linea di prove contro il mito del 10 per cento viene dall’evoluzione. Il cervello adulto costituisce solo il 2% della massa corporea, ma consuma oltre il 20% dell’energia del corpo. In confronto, il cervello adulto di molte specie di vertebrati, inclusi alcuni pesci, rettili, uccelli e mammiferi, ne consuma dal 2 all’8%.

Il cervello è stato plasmato da milioni di anni di selezione naturale, che tramanda tratti favorevoli per aumentare la probabilità di sopravvivenza. E’ quindi improbabile che il corpo dedichi così tanta energia per mantenere in funzione un intero cervello se utilizzasse solo il 10 percento della sua grandezza.

IL MITO

Non è chiaro come questo mito sia divenuto nel tempo così diffuso, anche se Hollywood ci ha messo del suo. In realtà, questa credenza potrebbe derivare da studi più longevi e approssimativi. O ancora, potrebbe derivare dai ripetuti consigli legati ad un miglioramento delle sue funzioni.

Ad esempio, la prefazione del noto “Come conquistare amici e influenzare le persone” sostiene che la persona media “sviluppa solo il 10 percento della sua capacità mentale latente“. Questa affermazione, che viene fatta risalire allo psicologo William James, si riferisce soltanto al potenziale medio di una persona. Altri hanno persino affermato che Einstein spiegò la sua genialità usando il mito del 10 percento, sebbene queste affermazioni rimangano infondate.

Un’altra possibile fonte del mito risiede nelle aree cerebrali “silenziose” della vecchia ricerca neuroscientifica. Negli anni ’30, ad esempio, il neurochirurgo Wilder Penfield agganciò degli elettrodi al cervello dei suoi pazienti epilettici mentre li operava. Notò che particolari aree del cervello innescavano varie sensazioni, mentre altre sembravano non provocare alcuna reazione. Tuttavia, con l’evolversi della tecnologia, i ricercatori scoprirono che queste aree cerebrali, includenti i lobi prefrontali, mostravano funzioni ugualmente importanti.

BIBLIOGRAFIA:

– Higbee, Kenneth L., and Samuel L. Clay. “College Students’ Beliefs in the Ten-Percent Myth.” The Journal of Psychology, vol. 132, no. 5, 1998, pp. 469-476.

– Mink, J. W., et al. “Ratio of Central Nervous System to Body Metabolism in Vertebrates: Its Constancy and Functional Basis.” American Journal of Physiology-Regulatory, Integrative and Comparative Physiology, vol. 241, no. 3, 1 Sept. 1981, pp. R203-R212.

– “Exploding the 10 Percent Myth.” Science & Consciousness Review.

About the Author

- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it