Published On: Sab, Nov 27th, 2021

Scoppia il caso dei mufloni sull’Isola del Giglio

Da qualche giorno è finito sulle prime pagine dei giornali nazionali il caso dei mufloni dell’Isola del Giglio. Siamo sull’Arcipelago Toscano, aree protetta e Parco Nazionale. La piccola isola del Tirreno, al largo del Monte Argentario, conta circa 1.300 abitanti su una superficie di 24 chilometri quadri. 
L’isola toscana, salita tristemente agli onori della cronaca per l’incidente della Costa Concordia, è tornata alla ribalta per una notizia di carattere naturalistico. Il caso è scoppiato per la scelta di estirpare il muflone dal Giglio poiché di una specie non autoctona.

Negli anni ’50 i mufloni furono importati dall’uomo con lo scopo di salvaguardare la specie dall’estinzione. I capi portati al Giglio erano stati messi in una area recintata, ma poi via via sono stati liberati e dalla cattività sono passati allo stato brado. Non abbiamo trovato stime precise della popolazione di Mufloni gigliesi, ma secondo il sito SaveGiglio si parla di 12-20 capi ogni mille ettari, dunque dovrebbero essere meno di cento. 

Secondo il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano il muflone è una specie aliena dell’isola. La sua presenza fa si che si stia distruggendo l’ecosistema insulare che è molto delicato e pertanto va estirpato. Dunque una delle soluzioni proposte è stata quella dell’abbattimento mediante tecnici specializzati. A seguito di questa notizia si è alzata una levata di scudi, in particolare dalle associazioni ambientaliste ed è stata aperta una petizione per fermare queste azioni. 

Abbiamo contattato al telefono il Prof. Antonio Mingozzi, professore associato di Zoologia dell’Università della Calabria e già direttore del Parco Nazionale Gran Paradiso per fare una chiacchierata sull’argomento.

Il professore ci racconta che sono tantissimi i casi in diverse parti del mondo dove l’uomo ha importato specie in altri ecosistemi. Questo vale per la flora e per la fauna e con la globalizzazione i casi aumentano sempre di più. Esistono casi “infestanti”, e casi dove queste specie si sono inserite senza creare troppo impatto. Mingozzi ci racconta anche del caso dello scoiattolo grigio.  Questo roditore, importato dagli Stati Uniti, sta creando non pochi problemi allo scoiattolo rosso che è invece la razza autoctona. Il fenomeno si sta evidenziando in particolare nei boschi del Nord-Ovest del nostro Paese. La specie importata ha portato malattie e ha creato concorrenza alla specie autoctona che sta via via scomparendo. Dunque i danni di queste azioni dell’uomo possono essere devastanti per un ecosistema. 

Nel caso dell’Isola del Giglio, Mingozzi, pone due problemi. In primo luogo è importante ripristinare l’ecosistema allo stato precedente per salvare le specie autoctone e aumentare la conservazione di un sistema insulare delicatissimo. Il secondo ordine di problema è però quello legato al fatto di togliere la vita ad un essere vivente, un essere che non ha colpa di trovarsi lì, ma che è stato introdotto dall’uomo. 

Dalle ultime notizie di oggi, sembra che il Parco abbia deciso di fermare gli abbattimenti, a seguito del clamore del caso, ma nonostante ciò l’Ente Parco fa sapere che il problema resta e che i mufloni se ne devono andare dall’isola. Le associazioni ambientaliste tirano un sospiro di sollievo, ma ora qualcuno deve mettersi alla ricerche di aree dove il muflone possa trasferirsi senza creare problemi. Di certo, in tutta questa storia, chi crea maggiori problemi alla fonte è sempre l’uomo. Staremo a vedere dunque quale sarà il destino di questi mufloni.

Fonti Consultate: Corriere.it, La Nazione, Save Giglio.

About the Author

- Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia. Per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche. * Contatti: giuseppe.cutano@geomagazine.it * * IG: @latitude_45