Published On: lun, Gen 23rd, 2023

Il delta fluviale: dove il fiume finisce

Dopo aver analizzato l’anatomia di un torrente e l’anatomia di un fiume, analizziamo in modo estremamente sintetico il punto in cui il fiume sfocia in mare o nelle acque di un lago.

Le acque fluviali si mescolano con quelle circostanti e la corrente si annulla più o meno rapidamente, secondo il volume della portata e la sua velocità. Se la portata è particolarmente inponente, il corso d’acqua mantiene la sua identità anche a parecchi chilometri dallo sbocco, anche se la velocità decresce. Invece, i corsi d’acqua di piccole dimensioni che sfocino in tratti di costa dove l’agitazione delle acque marine è notevole, scompaiono rapidamente.

Se il fiume sfocia in un lago o in un mare soggetto a maree di scarsa ampiezza, allo sbocco, mentre la corrente fluviale va smorzandosi e diminuisce la sua capacità di trasporto, i materiali si depositano gradatamente accumulandosi in una serie di strati che formeranno un delta.     

DELTA FLUVIALE

Un delta fluviale

I delta che si formano in mare hanno forma analoga a quelli lacustri, ma sono molto più estesi. Ciò è dovuto alla differenza di densità consistente tra l’acqua dolce e l’acqua marina. L’acqua del fiume è infatti più leggera e tende a galleggiare su quella marina; il rimescolamento delle acque è meno rapido, e di conseguenza i sedimenti portati dal corso d’acqua possono percorrere distanze maggiori prima di depositarsi. Nei delta più estesi, il fiume principale si divide in varie diramazioni, che subiscono continuamente delle modificazioni: le diramazioni principali possono biforcarsi, o ridursi ad avere secondaria importanza, o essere del tutto abbandonate a causa di deviazioni della corrente fluviale. 

I fiumi più grandi come il Mississippi o il Nilo, hanno costruito dei delta ampi migliaia di chilometri quadrati e dalla struttura complessa. Anche il delta del Po è in continua evoluzione e, dall’epoca etrusca, è avanzato di oltre 25 Km.

CONI ALLUVIONALI

Strutture simili ai delta, ma presenti sulle terre emerse, sono i coni alluvionali, che si formano quando i corsi d’acqua di montagna raggiungono la pianura. La loro velocità diminuisce bruscamente e, di conseguenza, abbandonano gran parte del materiale trasportato. Il materiale grossolano viene depositato all’inizio, quello più fine viene trasportato un po’ più lontano. Se un fiume sfocia in mari aperti, dove la marea ha un notevole ampiezza, questa ha un’energia sufficiente per trasportare i depositi fluviali e il delta non si forma. Infatti due volte al giorno si muovono alternativamente le correnti di marea dal mare al fiume e viceversa, provocando moti turbolenti che impediscono una regolare, continua deposizione dei sedimenti. In questi casi la foce del corso d’acqua si allarga ed assume una forma ad imbuto, generando un estuario.               

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it