Published On: sab, Feb 3rd, 2024

PEARLSDG, la galassia che non dovrebbe esistere…

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Un team di astronomi, capitanato da Tim Carleton dell’Arizona State University, ha recentemente fatto una scoperta straordinaria utilizzando il telescopio spaziale James Webb. Durante un’osservazione programmata di un ammasso di galassie nell’ambito del progetto PEARLS (JWST Prime Extragalactic Areas for Reionization and Lensing Science), il team ha identificato una galassia nana, denominata PEARLSDG, che non era l’obiettivo principale dell’indagine.

Le galassie nane, caratterizzate da dimensioni ridotte e bassa luminosità, sono le più comuni nell’universo. Tuttavia, PEARLSDG si è rivelata un’eccezione intrigante: non interagisce con altre galassie né forma nuove stelle, contrariamente alle aspettative basate sulla nostra comprensione attuale dell’evoluzione galattica.

Le immagini ad alta risoluzione del JWST hanno permesso agli astronomi di individuare singole stelle nel suo interno, fornendo informazioni cruciali sulla distanza e dimostrando che alcune di esse sono tra le più lontane mai osservate. 

Le osservazioni spettroscopiche hanno poi rivelato che l’oggetto non è associato ad alcuna galassia vicina, confermando il suo stato di isolamento. Inoltre, l’assenza di caratteristiche spettroscopiche tipiche delle giovani stelle ha consolidato l’idea che questa galassia nana non sta attualmente formando nuove stelle.

Questo incredibile ritrovamento suggerisce che potrebbero esistere molte galassie quiescenti isolate ancora da scoprire. La capacità di identificare e studiare tali galassie è stata potenziata dal JWST, aprendo nuove prospettive per la comprensione del nostro universo.

La scoperta di PEARLSDG è stata presentata alla conferenza stampa dell’AAS 243 di gennaio con il titolo “Oddities in the Sky“. L’astronomia continua a sorprenderci con fenomeni inattesi, e il telescopio spaziale James Webb gioca un ruolo chiave nel rivelare i misteri dell’universo.

About the Author

- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013, si occupa di cronaca scientifica dal 2011, anno di inizio del praticantato. Dal 2007 al 2014 ha condotto degli studi mesoclimatici sui raffreddamenti radiativi delle doline di origine carsica e sull’esondazione del cold air pool. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it