Published On: Mer, Nov 19th, 2025

Chi fu il primo uomo a fare il giro del Mondo?

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Il periodo storico a cavallo tra il ‘400 ed il ‘500 vede in Europa un vero Rinascimento delle arti e della tecnica, ed una curiosità intellettuale a lungo sopita che porta a “buscar el levante por el ponente” scoprendo nuovi mondi e facendo, infine, il giro del Mondo.

Ma chi fu la prima persona a fare il giro completo del globo terracqueo? La risposta immediata e che è passata alla storia è Fernao de Magalhaes, ovvero Magellano partito da Siviglia nell’agosto del 1519 alla ricerca delle isole delle spezie con navi “battenti bandiera spagnola” si direbbe forse oggi. Il viaggio era infatti sponsorizzato dall’imperatore Carlo V sotto la cui egida Magellano, portoghese di nascita, era stato nominato capitano di questa importante spedizione.

I possedimenti portoghesi durante il periodo delle esplorazioni (Immagine Licence Creative Common)

Già nel 1493 papa Alessandro VI fece tracciare la cosiddetta “raya”, un meridiano che suddivideva, per decreto papale, le aree di influenza tra Spagna e Portogallo. Il meridiano compare nella celeberrima mappa del Cantino e fu più volte spostata verso Occidente per pressioni portoghesi a quanto stabilito del trattato di Tordesillas del 1494, un accordo smaccatamente favorevole agli ispanici. Era un periodo di grande curiosità e di scoperte senza precedenti con alcune curiose dispute proprio all’antimeridiano stabilito da Tordesillas che, dopo la circumnavigazione, vennero a galla per stabilire a chi spettasse la colonizzazione delle Molucche (le isole delle spezie poi finite al Portogallo) e le Filippine, piuttosto vicine all’antimeridiano e che orbitarono infine sotto l’influenza spagnola. Oggi sono in effetti l’unica Nazione asiatica dove la lingua ufficiale è quella di Cervantes, a ben guardare.

Fu proprio nelle Filippine che Magellano, dopo aver navigato per tutto il Pacifico transitando dalla Terra dei Fuochi per lo stretto che prenderà il suo nome, trovò la morte, interrompendo così a poco più di metà la circumnavigazione del Globo. Peraltro una morte violenta per mano degli indigeni locali che ferirono molti componenti dell’equipaggio.

Il viaggio della spedizione di Magellano (Licence Creative Common)

La spedizione raccolse le residue speranze e cercò di sollevare il morale della truppa e solo una delle 3 navi proseguì il viaggio verso Ovest. Fu alla partenza dalle Filippine che un italiano, di Vicenza, raccolse maggiori responsabilità nei quadri della spedizione. Si tratta di Antonio Pigafetta, fino ad allora redattore del diario di bordo. Pigafetta, assieme a Juan Sebastian Elcano divenuto capitano della nave “Victoria” riuscirono a fare ritorno in Europa attraverso il Capo di Buona Speranza e lo stretto di Gibilterra, arrivando a Siviglia dopo quasi tre anni dall’inizio della spedizione. Sono dunque loro ad avere portato a termine per primi questa singolare e titanica impresa. Una volta tornati in Europa, Pigafetta realizzò che, avendo tenuto meticolosamente il proprio diario per tutto quel tempo, chi intraprende il giro del Mondo da Ovest verso Est alla fine del viaggio vivrà, per così dire, un giorno di meno. E’ forse il prezzo da pagare quando si vuole buscar el Levante por el Ponente?

Monumento ad Antonio Pigafetta, a Vicenza

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- ingegnere per l’ambiente ed il territorio, laureato a Trento, si è sempre occupato di progettazione idroelettrica, mercato dell’energia, idraulica ed ambiente. Ha numerose esperienze lavorative internazionali (Brasile, Africa centrale, Australia) ed una passione per la geografia e la cultura classica. Questa passione lo ha portato a laurearsi in geografia nel 2020 con una tesi sugli itinerari culturali. Velleità da periegeta e da geografo naïve non lo distolgono dal grande obiettivo di sensibilizzare le persone rispetto al tema dell’energia, della sua produzione, del risparmio ed in un’ultima analisi della strategica importanza che questa commodity riveste. Il progetto GeoMagazine lo ha convinto sin dall’inizio e, oltre che alla produzione di articoli tra scienza e contaminazioni umanistiche, a rivestire il ruolo di editore di questa pagina di comunicazione scientifica ed ambientale, con l’obiettivo di renderla un canale di informazione imparziale ed obiettivo, lontano da semplificazioni, sottintesi e qualunquismo. Un canale che si rivolge ad un pubblico variegato in termini di età e formazione, ma che si pone una regola ferrea: analizzare i problemi, suffragarli, e spiegarli in modo semplice. Lo story telling che si può invece scorgere negli articoli più leggeri vuole essere una posa di positivismo ed un’ispirazione verso mondi inesplorati, fuori e dentro di noi.