Taranto: Ex ILVA finisce un era, sguardo al futuro
ππ ππππ, ππ ππππππππππ ππππ ππππ ππ ππππππππ πππ’ππππ π πππππ. π’ ππ π πππ ππ ππ’πππ – La Corte di Cassazione ha confermato lo stop definitivo per l’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto. Si chiude cosΓ¬, con il sigillo della suprema corte, la ferita piΓΉ profonda e dolorosa della storia industriale italiana. Per Taranto non Γ¨ solo una sentenza: Γ¨ il giorno in cui il diritto alla salute si riprende il futuro, mettendo fine a un ricatto generazionale che ha costretto per troppo tempo una cittΓ a scegliere tra il pane e la vita.
π’πππππππππ π’πππππππ π ππ ππππ ππππππππ πππ πππππ ππππ ‘ππ – Per capire la portata storica di questa giornata, bisogna ritornare a quegli anni Sessanta, quando Taranto si scoprΓ¬ improvvisamente al centro del mondo. Erano gli anni del boom demografico, dell’entusiasmo collettivo, di una fiducia incrollabile nel progresso. L’inaugurazione del grande centro siderurgico fu vissuta come una promessa di riscatto per il Mezzogiorno.
La cittΓ fu travolta da un’energia travolgente: migliaia di giovani famiglie arrivavano da ogni angolo della Puglia e del Sud, i quartieri crescevano a vista d’occhio e le culle si riempivano. C’era l’orgoglio operaio, la fierezza di un lavoro sicuro, la certezza che quei giganti di ferro avrebbero garantito il benessere dei figli. L’acciaio sembrava il sapore stesso della modernitΓ e della ricchezza.
Ma quell’abbraccio monumentale, nei decenni, anno dopo anno, si Γ¨ rivelato soffocante. Dietro la promessa del benessere si Γ¨ insinuata, lenta e silenziosa, l’ombra della malattia. Il minerale che per decenni ha colorato i tramonti di Taranto, un tempo guardato con ammirazione come simbolo di produttivitΓ , Γ¨ diventato lo spettro della paura nelle case dei tarantini, trasformando l’orgoglio degli anni ’60 in un dolore profondo, intimo e collettivo.
ππ ππππππ ππππππππ πππ ππππππππ – Oggi, con la decisione della Cassazione di fermare l’area a caldo e spegnere gli storici altiforni, quel fumo Γ¨ destinato a svanire. L’emozione che attraversa le strade della cittΓ Γ¨ un misto di liberazione e solennitΓ . C’Γ¨ il pianto liberatorio delle madri e dei comitati che per anni hanno marciato chiedendo aria pulita per i propri figli; c’Γ¨ il sospiro di sollievo di una comunitΓ che si sente finalmente ascoltata.
Γ una giornata storica perchΓ© sancisce la fine di un’epoca basata sul sacrificio umano in nome del mercato.
Ma Γ¨ anche un momento di profonda e rispettosa riflessione per i lavoratori, che guardano a quelle strutture imponenti con il cuore sospeso, consapevoli che una parte della propria identitΓ e della storia d’Italia si sta fermando per sempre. Con le paure di un futuro che avanza inesorabilmente.
ππ π πππππ – Il verdetto spazza via il vecchio modello del Novecento. Ci consegna l’occasione di far esplodere la Taranto che giΓ esiste e che urla il proprio diritto a un futuro diverso. La fine dell’area a caldo deve diventare l’atto di rinascita di una cittΓ che smette di guardare alle ciminiere e si riscopre ricca di risorse straordinarie.
Taranto non riparte da zero. Riparte dal suo mare spettacolare, una risorsa naturale, turistica ed economica che non ha nulla da invidiare a nessun’altra costa del Mediterraneo. Riparte dal turismo culturale e storico, forte delle sue radici magno-greche che attendono solo di essere celebrate come meritano.
Ma la vera sfida per non far fuggire i nostri ragazzi, per dare loro una ragione per restare ed investire qui la propria vita, passa da pilastri concreti, come lo sviluppo strategico dell’Aeroporto di Grottaglie, il consolidamento e la crescita di un polo universitario autonomo, lo stop al cemento, il risanamento urbano e la rigenerazione del verde, gli impianti sportivi come veicoli di visibilitΓ internazionale. Solo per citarne alcuni.
Oggi i camini dell’area a caldo smettono di fumare. Nel silenzio che avvolge lo stabilimento, Taranto smette di essere la “cittΓ dell’Ilva” per tornare a essere, semplicemente, fieramente e con lo sguardo rivolto ai suoi giovani, sΓ© stessa. PerchΓ© spegnere quella parentesi significa accendere, finalmente, la luce sul domani.












