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La fascia principale degli asteroidi tra Marte e Giove

Bouragaa Boukhechem Pixabay

Nel XVIII secolo l’astronomo tedesco Johann Daniel Titius, formulò un modello matematico e lo utilizzò per prevedere l’esistenza di un pianeta tra Marte e Giove, un’area del nostro sistema solare in cui sembrava esserci un vuoto cosmico rispetto alle distanze tra gli altri pianeti. Gli astronomi, pertanto, perlustrarono i cieli alla ricerca di questo corpo mancante, ma senza successo.

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Nel 1800, 25 scienziati formarono un gruppo noto come la “polizia celeste”, dove erano chiamati ad “investigare” ogni grado della volta al fine di scoprire il pianeta mancante. L’anno successivo, un astronomo italiano, Giuseppe Piazzi, osservò un puntino luminoso che identificò a primo impatto come una stella non catalogata. Nei giorni seguenti notò che il corpo possedeva un moto proprio e che quindi si spostava rispetto alle stelle dello stesso campo visivo. Capì che doveva essere un oggetto differente, che ipotizzò essere una cometa. L’assenza di nebulosità e la velocità di spostamento gli fecero pensare, tuttavia, che doveva trattarsi di qualcosa di più “interessante”, e dopo averne determinato l’orbita grazie al matematico Carl Friedrich Gauss, Piazzi chiamò il corpo Cerere, in onore della dea romana e di Ferdinando III di Sicilia. Da allora il tasso di scoperta di questi corpi è aumentata, e già negli anni successivi ne furono individuati oltre un centinaio. Gli scienziati però capirono che questi corpi erano troppo piccoli per essere considerati pianeti, e li definirono, appunto, asteroidi.

La maggior parte degli asteroidi orbita tra Marte e Giove, nella cosiddetta fascia principale. All’inizio della vita del Sistema Solare, la polvere e le rocce si aggregarono formando i pianeti, grazie alla gravità del Sole. Il pianeta più grande, Giove, non consentì però l’aggregazione di vari pezzi di roccia che andarono a costituire questa porzione di spazio. Essa contiene innumerevoli corpi rocciosi delle più svariate dimensioni. La maggior parte di essi sono relativamente piccoli, delle dimensioni di massi e sino a qualche migliaio di metri di diametro, altri sono significativamente più grandi: Cerere, Vesta, Pallas e Igea, misurano ad esempio oltre 400 chilometri. Con un diametro di 974 chilometri, Cerere risulta essere circa un quarto rispetto alle dimensioni della nostra Luna. Presenta una forma regolare, ma è troppo piccolo per essere considerato un vero e proprio pianeta, per cui è considerato un pianeta nano. Tuttavia, costituisce da solo, circa un terzo della massa della cintura degli asteroidi.

Gran parte degli asteroidi nella fascia principale sono composti di roccia e pietra, ma una piccola parte di essi contengono metalli come ferro e nichel. Alcuni di essi risultano completamente ghiacciati, e anche se non sono abbastanza grandi da poter conservare un’atmosfera, ci sono prove che contengono acqua. Molti di loro non possiedono una massa tale da consentire una forma sferica e di conseguenza appaiono irregolari, ma ci sono delle eccezioni: l’asteroide 216 Kleopatra ad esempio, somiglia ad un osso di cane. Nel 2007 la Nasa ha lanciato la missione Dawn per visitare due dei più grandi corpi nella fascia principale: Cerere e Vesta. La sonda ha raggiunto i corpi celesti svelandoci i segreti più nascosti di questi piccoli mondi. La fascia principale degli asteroidi potrebbe non essere una caratteristica del nostro Sistema Solare, e anzi, gli astronomi pensano che molti altri sistemi possano ospitarla.

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Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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