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L’inquinamento antropico altera l’ambiente sotterraneo

Credit: Università della Florida del sud

La Riserva naturale integrale Monte Conca è una riserva speleologica di notevole interesse naturalistico. L’area gode della presenza di un inghiottitoio carsico che continua in una cavità sotterranea e termina con una risorgenza che si apre sul versante opposto del rilievo. Si potrebbe presumere che sia uno dei pochi luoghi non interessati dall’inquinamento antropico, ma una nuova ricerca pubblicata da un team di microbiologia e geoscienze dell’USF ha scoperto che anche sotto terra le comunità microbiche nelle pozze d’acqua mostrano segni di alterazione a causa dell’inquinamento.

Grazie al lavoro pubblicato sull’autorevole rivista Plos One, il team (nel quale figurano gli italiani Maria A. Messina, Giuseppe Nicolosi e Salvatore Petralia del Centro Speleologico Etneo), ha scoperto che l’acqua che scorre attraverso il vasto sistema di grotte produce cambiamenti nelle comunità microbiche tra la stagione umida e quella secca, differendo per composizione batterica e funzioni ecologiche. Lo studio suggerisce che quando le acque superficiali fluiscono attraverso le aree agricole e urbane, raccoglie contaminanti batterici prima di entrare nella cavità sotterranea.

“Gli impatti a lungo termine di questi contaminanti batterici o il loro impatto sulle fonti sotterranee non sono attualmente ben noti”, ha affermato l’autore principale Dr. Madison Davis del Dipartimento di Biologia Cellulare, Microbiologia e Biologia Molecolare dell’USF.

Lo studio dimostra l’impatto del deflusso superficiale sulla struttura della comunità microbica e sulla funzione delle comunità di grotte endemiche.

Bibliografia: Plos One

Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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