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Perché le condizioni meteo sono così importanti nei lanci spaziali?

Credit: SpaceX

Le condizioni meteorologiche sono un fattore importantissimo di cui tenere conto prima di un lancio spaziale.

La Nasa ha una lunga storia di eventi sfortunati legati alle condizioni meteo che non può permettersi di ripetere. Si ricorda un lancio dello Space Shuttle Challenger del 1986, dove il gelo distrusse le giunture (field joint del SRB) di destra del razzo propulsore. Questo causò l’esplosione del mezzo 73 secondi dopo il decollo, causando la morte dei 7 astronauti a bordo. La missione Apollo 12, inoltre, sopravvisse ad un paio di fulmini che danneggiarono gli strumenti durante la fase del decollo e innescarono allarmi che portarono quasi alla sospensione della missione. E come questi altri…!
E’ di fondamentale importanza, quindi, tenere presente una serie di criteri previsti dal protocollo diramati durante l’era dello Shuttle.

  • Innanzitutto le variazioni improvvise del vento come intensità e direzione, note con i termini wind shear, che potrebbero creare problemi di controllo per il veicolo di lancio. Il pilota deve variare la spinta del motore e l’incidenza del velivolo per compensare la variazione di portanza e riportarsi sul giusto sentiero.
  • A 162 piedi il vento non deve superare una velocità di 48 Km/h e nelle tre ore dopo l’inizio del rifornimento è necessario che la velocità non superi i 77 Km/h.
  • Non devono verificarsi fulmini a 10 miglia nautiche dalla rampa. Il lancio potrebbe non avvenire fino a quando non sono trascorsi 30 minuti dalla scarica elettrica o fino a quando la nube si sia spostata a più di 10 miglia nautiche di distanza.
  • Di conseguenza non devono essere presenti nubi a sviluppo verticale come i cumulonembi che abbiano sviluppato un’incudine, a causa delle forti correnti ascensionali, capaci di comprometterne il volo. Ed inoltre, questo tipo di nubi potrebbe generare fulmini in qualsiasi momento.
  • La temperatura non deve essere scesa al di sotto dello zero nelle precedenti 24 ore e nello stesso periodo non dev’essere rimasta al di sotto di una media di 5°C; e non deve superare i 37.2°C per più di 30 minuti consecutivi all’avvio del rifornimento.
  • Non devono essere in atto pioggia, grandine o neve sulla piattaforma di lancio o sulla traiettoria di volo.
  • Le condizioni meteo-marine devono essere clementi, nel caso in cui la capsula dovesse rientrare per un’emergenza dopo il decollo. Nel caso in cui le condizioni fossero al limite, i soccorritori sarebbero ostacolati nelle operazioni di recupero.
  • I lanci devono infine essere perfettamente sincronizzati. Non è possibile rimandare di ora in ora o di minuto in minuto un decollo in attesa che le condizioni meteorologiche migliorino.

I rapporti del National Weather Service mostrano pioggia e temporali intermittenti per la giornata di oggi e a Cape Canaveral si valuta la possibilità di un nuovo rinvio. Ne sapremo di più nelle prossime ore.

Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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