Published On: dom, Mag 31st, 2020

La vita quotidiana sulla Stazione Spaziale Internazionale

Dopo il primo rinvio avvenuto 17 minuti prima del lancio a causa del maltempo, SpaceX ci ha riprovato, e questa volta con enorme successo. Bob Behnken, 49 anni, e Douglas Hurley, 53 anni, ex piloti di test militari entrati a far parte della Nasa nel 2000, sono nello spazio a bordo della capsula Crew Dragon costruita dall’impresa spaziale commerciale dell’imprenditore Elon Musk. Ad attenderli la Stazione Spaziale Internazionale.

La Stazione Spaziale Internazionale (ISS), frutto di un progetto congiunto dell’agenzia spaziale canadese, di quella europea, giapponese, russa e statunitense, è un velivolo che orbita intorno alla Terra (su on’orbita quasi circolare) ad una quota compresa tra i 278 e i 460 chilometri, viaggiando ad una velocità media di 27.743,8 Km/h. Alimentata da pannelli fotovoltaici che convertono la radiazione solare in corrente elettrica, la ISS è dedicata alla ricerca scientifica dal 2000, anno nel quale hanno cominciato ad abitare i primi astronauti. Grazie alla sua orbita permanente nello spazio e alla presenza costante degli astronauti, gli esperimenti possono essere effettuati a lungo termine in assenza di gravità, inviando in tempo reale dati al personale a terra che può modificare gli esperimenti o fare arrivare nuovi prodotti in breve tempo. L’atmosfera a bordo della ISS non è composta da ossigeno puro, ma si compone di una miscela di azoto e ossigeno, ed è simile a quella terrestre. Una scelta ben ponderata che permette di limitare il rischio di incendi all’interno dell’abitacolo.

VITA NELLO SPAZIO – All’interno della stazione spaziale gli astronauti hanno una vita estremamente regolare, con opportuni accorgimenti per evitare danni fisici che potrebbero presentarsi in assenza di gravità. Poiché la ISS completa 16 volte il giro della Terra in un giorno terrestre, il Sole sorge e tramonta per altrettante volte nel corso di 24 ore. Per questo motivo gli astronauti e i cosmonauti coprono gli oblò della stazione durante le ore notturne, stabilite utilizzando il fuso orario UTC, ossia quello di riferimento da cui sono calcolati tutti gli altri fusi orari del mondo. La giornata tipo prevede la sveglia alle ore 6:00 seguita da attività di post-sonno e un controllo generale della stazione. L’equipaggio poi consuma la prima colazione e partecipa ad un briefing di pianificazione quotidiana con il Controllo Missione. Il lavoro inizia poi circa alle 08:10. La pausa pranzo inizia alle 13:05 e dura circa un’ora, il pomeriggio è dedicato a diverse attività che si concludono alle 19:30 con una cena e un briefing. Gli astronauti si recano a dormire alle 21:30. In generale, l’equipaggio lavora dieci ore al giorno in un giorno feriale e cinque ore il sabato, con il resto del tempo dedicato al riposo o ai lavori rimasti incompiuti.

Per evitare gli effetti negativi dell’assenza di gravità, sulla ISS sono presenti due tapis roulant (ai quali ci si aggancia attraverso apposite corde), attrezzi per il sollevamento pesi e una cyclette, attraverso i quali ogni astronauta trascorre almeno due ore al giorno a compiere esercizi. In assenza di una doccia per ovvi motivi, i membri dell’equipaggio possono lavarsi con un getto d’acqua, salviette umidificate e sapone erogato da un tubetto. Gli astronauti sono dotati anche di uno shampoo e un dentifricio commestibile per risparmiare acqua. I rifiuti liquidi vengono raccolti e trasferiti al sistema di recupero dell’acqua, dove vengono riciclati sotto forma di acqua potabile, mentre quelli solidi vengono immagazzinati in un contenitore d’alluminio. L’equipaggio mangia sostanzialmente cibi congelati, refrigerati o in scatola, e poiché il gusto nello spazio diviene molto più limitato, sono molto graditi i cibi piccanti. Le bevande sono fornite sotto forma di polvere disidratata che poi viene mescolata con acqua prima del consumo. Le bevande e le zuppe vengono sorseggiate tramite sacchetti di plastica con cannucce, mentre il cibo solido è mangiato con coltello e forchetta, i quali sono attaccati ad un vassoio magnetico. Qualsiasi alimento in grado di produrre residui come briciole e frammenti di cibo deve essere raccolto per evitare l’intasamento dei filtri d’aria della stazione e delle altre attrezzature. La stazione prevede alloggi per ogni membro dell’equipaggio permanente, con due “stazioni di sonno” poste nel segmento russo e altre quattro nel modulo Tranquility.

Gli alloggi statunitensi sono realizzati in cabine dimensionate per una persona e insonorizzate. All’interno un membro dell’equipaggio è in grado di dormire in un sacco a pelo, ascoltare musica, usare un computer portatile e conservare oggetti personali in un cassetto di grandi dimensioni o in reti fissate alle pareti. L’alloggio fornisce inoltre una lampada da lettura e una mensola. Gli equipaggi in visita alla stazione che non hanno un proprio alloggio assegnato, possono dormire in un sacco a pelo attaccato al muro. Gli alloggi degli equipaggi sono ben ventilati, altrimenti gli astronauti potrebbero svegliarsi senza fiato e per privazione di ossigeno, a causa della bolla composta dalla propria anidride carbonica espirata che potrebbe venire a formarsi. Nel loro tempo libero, gli astronauti possono passare del tempo ad osservare il nostro meraviglioso pianeta dallo spazio. La bellezza di questa visione è tale, che tutti gli astronauti che hanno avuto la possibilità di viverla, hanno dichiarato che se la popolazione mondiale potesse almeno una volta osservare la Terra dallo spazio, avrebbe certamente più cura di quella che è la propria casa.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it