X

Amazzonia, alle porte un nuovo disastro ambientale

Heiko Behn

Ogni anno, di questo periodo, l’Amazzonia viene assalita dai taglialegna abusivi che, armati di bulldozer e motoseghe, radono al suolo enormi aree di giungla per far posto ad aree destinate ai raccolti o al bestiame.
Anche in questo 2020 quel triste periodo sta per arrivare, ma a differenza dello scorso anno l’attenzione riservata alla pandemia di Covid-19 lascerà in secondo piano il problema.

I cieli del Brasile saranno invasi da nubi di fumo, e la più grande foresta pluviale del pianeta, con i suoi abitanti, la sua biodiversità e con le molteplici funzioni sull’equilibrio ambientale, subirà l’ennesimo scempio. Secondo un recente rapporto brucerà un’area vasta 11 volte l’area di New York City, anche perché il personale preposto alla sorveglianza sarà completamente assente.
Le immagini dello scorso anno che immortalarono alberi di 300 anni di età in fumo, crearono uno sdegno internazionale, ma adesso c’è molto poco da fare.

Secondo Tasso Azevedo, coordinatore generale di MapBiomas, una piattaforma di monitoraggio dell’uso del territorio, “il governo federale, guidato da un presidente che ha scherzosamente definito se stesso come Capitano Chainsaw, è stato rapido a cogliere la pandemia come copertura per facilitare le operazioni”.

L’Amazon Environmental Research institute (Ipam), in collaborazione con Ricercatori dell’Università di San Paolo e il Woods Hole Research Center con sede nel Massachusetts, ha riferito che sono stati già livellati 4.500 chilometri quadrati, ma si crede che al termine della “stagione degli incendi”, l’area incenerita sarà equivalente ad una superficie doppia.

L’Amazzonia, che si estende in nove paesi ed è più vasta degli Stati Uniti occidentali, aiuta a regolare le piogge in tutto il continente, oltre a garantire innumerevoli benefici al clima e all’ambiente; ma negli ultimi anni le fiamme hanno inquinato più di quanto le sue piante e i suoi alberi possano assorbire. Le fiamme sono previste anche nel Cerrado, la savana tropicale più ricca di biodiversità e una delle aree più belle del mondo, con i suoi otto parchi nazionali, alcuni parchi statali e stazioni ecologiche.

La deforestazione è un problema serio che negli ultimi anni ha subito una netta impennata. A un mese dalla vigilia delle attività più intense, il segretario dell’ambiente dello stato, Eduardo Taveira, ha dichiarato in un’intervista telefonica che teme che gli incendi possano eclissare il ritmo dell’anno scorso. “E una volta appiccati, sono quasi impossibili da domare“. “Sarebbe bello – dichiara nelle battute finali – se vedessimo elicotteri e aerei mentre combattono per domare gli incendi, ma sappiamo che ciò non accadrà“.

Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
Post correlati

This website uses cookies.