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Le correnti di densità piroclastiche

Le correnti di densità piroclastiche sono un fenomeno esplosivo eruttivo. Si tratta di miscele di roccia polverizzata, ceneri e gas caldi, che possono muoversi a velocità di centinaia di chilometri all’ora. Esse possono essere diluite, come nei picchi piroclastici, o concentrate, come nei flussi piroclastici. Sono spinte dalla gravità, il che significa che il flusso avviene in discesa.

Un flusso piroclastico è un concentrato di valanga di materiale, spesso dovuto ad un crollo di una colonna eruttiva, che crea enormi depositi che variano nel formato di cenere e sino a grandi massi. Occasionalmente, la parte superiore di una nube di flusso piroclastico (che è per lo più cenere) si staccherà dal flusso sino a centinaia di Km/h per viaggiare per conto proprio, percorrendo sino a centinaia di chilometri dalla fonte e divenendo mortali per chiunque si trovasse lungo il cammino.

La velocità e la forza di una corrente di densità piroclastica, combinata con il suo calore, significa che questi fenomeni vulcanici in genere distruggono qualsiasi cosa, sia per combustione, per schiacciamento o per entrambi. Tutto ciò che venga catturato in una densità di corrente piroclastica sarebbe gravemente colpito dalle fiamme e dai detriti (inclusi resti di qualsiasi flusso percorribile). Non c’è modo di sfuggire. Un esempio infelice della distruzione causata da correnti di densità piroclastiche è la città abbandonata di Plymouth, nell’isola caraibica di Montserrat. Quando il vulcano Soufriere Hills cominciò ad eruttare violentemente nel 1996, le correnti di densità piroclastiche da nubi eruttive, viaggiarono lungo le valli nelle quali molte persone avevano le loro abitazioni, inondando la città. Questa parte dell’isola è stata praticamente dichiarata chiusa, anche se è ancora possibile osservare i resti degli edifici che furono rovesciati e sepolti, oltre agli oggetti fusi dal calore.

Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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