Published On: lun, Ott 19th, 2020

Di chi è il Monte Bianco?

Come un boomerang, puntualmente, torna la “querelle” sul confine fra Italia e Francia sul Monte Bianco. Una questione irrisolta da diversi decenni che di tanto in tanto anima le pagine dei giornali e i social. Bisogna premettere, che oggi, il Monte Bianco dovrebbe segnare un confine interno all’Unione Europea e quindi un confine di fatto secondario, ma è inutile il campanilismo è duro a morire.  L’eterna “rivalità” con i cugini d’Oltralpe accende di nuovo gli animi in questo strano autunno.

Confini amministrativi interni sabaudi nel 1700 (Credit Wikicommons)

Percorriamo per sommi capi la storia di questo confine di Stato che è comunque piuttosto recente. Per secoli, il Monte Bianco, e quindi lo spartiacque fra il bacino della Dora Baltea in Valle d’Aosta e l’Arve in Savoia, non rappresentava un confine di Stato. Il Monte Bianco è stata una montagna interna per diversi secoli e cioè da quando la famiglia Savoia ha avuto il controllo di quelle terre. Il dominio sabaudo iniziò da dopo l’anno 1.000 fino quasi ai giorni nostri.

Durante il regno sabaudo delle terre attorno al Monte Bianco, ci furono delle divisioni interne amministrative e la Valle d’Aosta diventò il Ducato di Aosta e la Savoia il Ducato omonimo. Qui il confine interno passava per lo spartiacque che è segnato anche dal Monte Bianco stesso. Di fatto era come se fosse un confine di regione.

Arriviamo a metà ‘800. La famiglia Savoia è decisa ad espandere la sua influenza sulla Penisola italiana ed allargare i territori per unificare il Paese. Saranno gli accordi segreto di Plombiéres del 1858 che sanciranno un momento storico fra Napoleone III imperatore francese e Cavour per reciproco supporto. Gli accordi prevedevano il supporto francese contro gli austriaci nelle guerre di indipendenza dei Savoia. In cambio i sardi avrebbero ceduto alla Francia Nizza e Savoia. Il documento che sancirà poi ufficialmente questo scambio sarà il trattato di Torino del 1860 in cui queste due contee vengono cedute ai francesi e il Piemonte entra in possesso della Lombardia.

Ovviamente il trattato seguì le separazioni amministrative che gli stessi Savoia avevano mantenuto per anni. Dunque il confine interno Valle d’Aosta-Savoia, che passava per il Monte  Bianco, diventa confine di Stato fra Francia e Regno di Sardegna.

La carta di J.J. Mieulet del 1865. Dove nasce l’errore (Credit Wikicommons)

Nel 1865, un topografo francese (J.J. Mieulet), durante la redazione di un atlante geografico nazionale, tracciò il confine sul Monte Bianco in ormai territorio italiano. Dunque non sullo spartiacque, ma verso Courmayeur (AO). Quell’errore che non era suffragato da nessun trattato, fu riprodotto negli anni a seguire su tutti gli atlanti francesi. Questo fu sicuramente il momento di svolta.

Nel frattempo scoppiano due guerre e a conclusione del secondo conflitto, l’Italia, nazione perdente, è costretta a cedere del territorio alla Francia. Nel trattato di Parigi del 1947 l’Italia cede ai cugini transalpini il Moncenisio, il Monte Tabor, parte della valle Roja e il piccolo San Bernardo. Del confine sul Monte Bianco però nessuna traccia nei documenti.

A logica dunque vale sempre il trattato di Torino del 1860 che segna il confine fra le divisioni amministrative sabaude prima che i territori cambiassero stato.

In ultimo ci si mette in mezzo anche Google. Nel 2011 il colosso americano, su Google Maps,  sposta il confine dallo spartiacque sposando la causa francese, ma furono molte le proteste degli utenti e finalmente nel 2018 il colosso di Palo Alto mise una linea tratteggiata come confine conteso.

La saga è continuata negli anni con azioni francesi in territorio italiano, interpellanze parlamentari in Italia e a Bruxelles, ma pare sia una questione che debba risolversi solo fra francesi e italiani.

E alla domanda di chi è il Monte Bianco? La vera risposta che di certo appartiene a tutti coloro che amano la montagna e la natura, ma per correttezza storica e anche geografica il confine dovrebbe passare sullo spartiacque.

About the Author

- Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia. Per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche. Contatti: giuseppe.cutano@geomagazine.it