Published On: mer, Ott 21st, 2020

COVID-19 e colpi di tosse: come varia il volume della ‘nube’ con o senza mascherina

Ad oggi SARS-CoV2, responsabile della malattia respiratoria COVID-19, ha colpito più di 41 milioni di persone in tutto il mondo, causandone la morte 1,1 milioni. Almeno secondo i dati ufficiali.

Di esso, nel momento in cui si è diffuso, si sapeva ben poco. I ricercatori, in questi mesi,  si sono concentrati sulla misura in cui le goccioline respiratorie (trasportate dall’aria) trasportano il virus, sul modo in cui viaggiano e come contaminano l’aria dopo uno starnuto o un colpo di tosse. Sono state studiate le proprietà come il volume, la temperatura, la distribuzione e l’umidità, ma poco si sa su come le stesse proprietà cambino mentre la nube di goccioline è in ‘viaggio’.

Ora, gli scienziati cercano di colmare queste lacune, studiando la riduzione del volume della stessa in presenza delle note mascherine. I ricercatori hanno anche esaminato la variazione di temperatura e umidità nella nube di goccioline, e di come essa influisce sulla distribuzione. 

Utilizzando un’analisi basata sulla teoria del getto e sui dati sperimentali della letteratura scientifica, hanno scoperto che i primi 5-8 secondi sono responsabili della diffusione della malattia; dopodiché la famosa nube tende a disperdersi. 

Gli scienziati hanno scoperto che il volume della nube di goccioline senza indossare alcun tipo di protezione è circa 7 volte più grande rispetto a quando si indossa una mascherina chirurgica e 23 volte più grande di quando si indossa una maschera N95.

Abbiamo scoperto che tutto ciò che riduce la distanza percorsa dalla nuvola, come una maschera, un fazzoletto o la tosse in un gomito, dovrebbe ridurre notevolmente la regione in cui le goccioline si disperdono quando si tossisce e quindi le possibilità di infezione“, ha detto Rajneesh Bhardwaj, tra gli autori dello studio.

Gli scienziati hanno determinato che il volume di una nube creata dopo aver tossito varia al cubo della distanza totale percorsa con una costante di proporzionalità compresa tra 1 e 150. Questa formula sarà utile per determinare il numero massimo di persone che possono essere ospitate in un reparto ospedaliero e il tasso minimo di circolazione dell’aria in una stanza, in un ascensore, in una sala cinematografica, in un’auto, in una cabina dell’aereo o in un ristorante, al fine di ridurre la possibilità di infezione.

Bibliografia: Aip

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it