Published On: ven, Feb 12th, 2021

I canti delle balenottere utilizzati per gli studi sismici della crosta oceanica

Secondo uno studio pubblicato su Science Shows, i canti delle balenottere potrebbero essere usati per l’imaging sismico della crosta oceanica.

Il team guidato dal dott. Vaclav M. Kuna, dottorando presso l’Oregon State, stava studiando i terremoti da una rete di 54 sismometri posizionati sui fondali oceanici della zona di Faglia di Blanco, a circa 100 miglia dalla Costa dell’Oregon, quando ha notato forti segnali correlati alla presenza dei mammiferi.

Parte dell’energia dei canti delle balenottere contengono segnali che vengono riflessi e rifratti all’interno della crosta, inclusi i sedimenti e gli strati di roccia solida sottostanti. 

UN METODO ALTERNATIVO

Utilizzando una serie di canti di balene registrati da tre strumenti, i ricercatori sono stati in grado di individuare la posizione dell’esemplare e creare immagini degli strati della crosta terrestre.

La balenottera azzurra

I ricercatori utilizzano le informazioni di questi strati per saperne di più sulla fisica dei terremoti nella regione, compreso il comportamento dei sedimenti e il rapporto tra il suo spessore e la velocità. I terremoti scuotono il sedimento, espellendo l’acqua e accelerando la sedimentazione.

L’attuale metodo tradizionale per l’imaging della crosta può essere costoso e i permessi possono essere difficili da ottenere perché il lavoro prevede il dispiegamento di pistole ad aria compressa. Questa tecnica alternativa è meno invasiva, sebbene nel complesso abbia una risoluzione inferiore.

La ricerca futura potrebbe includere l’utilizzo dell’apprendimento automatico per automatizzare il processo di identificazione dei canti delle balene e lo sviluppo di immagini dell’ambiente circostante.

E’ bene però ribadire che si tratta di un metodo complementare che non può e non deve sostituire le rilevazioni standard. Può rivelarsi molto utile dove i metodi acquisiti non sono disponibili.

About the Author

- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013, si occupa di cronaca scientifica dal 2011, anno di inizio del praticantato. Dal 2007 al 2014 ha condotto degli studi mesoclimatici sui raffreddamenti radiativi delle doline di origine carsica e sull’esondazione del cold air pool. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it