Published On: ven, Mar 26th, 2021

Una potente tempesta solare colpì la Terra nel 1582

Nel mese di Marzo del 1582 tutto il mondo riferì di uno strano bagliore nel cielo. Da Lipsia (Germania) a Yecheon (Corea del Sud), da Kyoto (Giappone) ad una dozzina di città in Europa e in Asia.

Un grande incendio apparve nel cielo a nord e durò tre notti“, scrisse uno scriba portoghese.

In effetti per le basse latitudini fu un evento straordinario. Più a nord gli abitanti erano già consapevoli delle aurore polari, a differenza degli abitanti che vivevano vicino l’Equatore. Fu descritto come un evento diverso da qualsiasi altro evento celeste, visibile persino in Florida, in Egitto e nel Giappone meridionale.
Molti abitanti delle latitudini inferiori, a quell’epoca, lo associarono alla religione, considerando l’evento come presagio di sventure.

Tutta quella parte del cielo sembrava bruciare in fiamme ardenti; sembrava che il cielo stesse bruciando“, scrisse Pero Ruiz Soares, un testimone oculare a Lisbona e autore di una cronaca portoghese del XVI secolo. “Nessuno ricordava di aver visto qualcosa del genere…A mezzanotte, grandi raggi di fuoco sorsero sopra il castello ed erano spaventosi. Il giorno seguente, accadde la stessa cosa alla stessa ora, ma non era così grande e terrificante“, si legge nella cronaca.

DISAGI MODERNI

Questi resoconti del 1582 sono stati recentemente scoperti dai ricercatori che sperano di saperne di più sull’evento. Proprio come i primi popoli cercavano un significato nelle aurore, anche gli scienziati moderni sono ora ansiosi di comprendere la reale intensità dei cieli infuocati del 1582. Quella massiccia tempesta solare, e altre tempeste simili, sono importanti indicatori dei modelli meteorologici solari. Comprenderli può aiutare a prevedere la futura attività della nostra stella.

Eventi come quelli del 1582 rappresentano eventi rari che hanno tempi di ritorno secolari. A differenza del passato, tuttavia, una grande tempesta solare oggi potrebbe causare miliardi di euro di danni e danneggiare reti elettriche in tutto il mondo. Basti pensare che un’espulsione di massa coronale abbastanza intensa nel 1989, nemmeno paragonabile a quella descritta, causò enormi disagi alle reti elettriche del Quebec, dove milioni di persone rimasero al buio.

E a sua volta, la tempesta solare descritta in questo articolo non può essere paragonata all’evento Carrington, la tempesta solare più intensa di cui l’uomo abbia testimonianze.

UN PERICOLO PER GLI ASTRONAUTI

Le tempeste solari

Conoscere questi eventi è importante. GPS, linee elettriche ed elettroniche a parte, l’uomo è sempre più impegnato nell’esplorazione spaziale. Sulla Terra la magnetosfera ci protegge dalle particelle cariche in arrivo dal Sole, ma per gli astronauti in orbita potrebbe rappresentare un problema mortale.

Questa lezione è stata appresa durante l’era Apollo, quando una tempesta solare colpì la Terra nell’agosto 1972. La tempesta sarebbe stata fatale per gli astronauti qualora si fossero trovati in quel momento sulla luna. Fortunatamente, l’Apollo 16 era tornato sulla Terra nell’aprile di quello stesso anno e l’Apollo 17 non fu lanciato fino a dicembre, quindi la catastrofe fu evitata. Sarà quindi necessaria un’attenta pianificazione e un po’ di fortuna per mantenere al sicuro i futuri astronauti.

E SULLA TERRA?

La storia ci ha insegnato che questi eventi, almeno negli ultimi secoli, non hanno mai causato decessi. E’ bene ribadire, tuttavia, che un evento di questa portata potrebbe causare danni considerevoli e blackout estesi.

Dal 1989, l’industria energetica ha iniziato a lavorare su tecniche di mitigazione e ha adottato misure preventive per rendere le reti elettriche più resistenti alle intemperie solari; ma non è semplice essere completamente preparati.

Quando arriverà la prossima grande tempesta solare, e un giorno arriverà, potremmo non essere completamente pronti. Tuttavia, di una cosa si può avere certezza: i cieli di tutto il mondo mostreranno uno spettacolo indimenticabile.

About the Author

- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it